Urzulei, da Campu Oddeu a Fennau.

By simone

Molte volte ero passato da Genna Cruxi, sulla SS125, notando la strada che partendo da qui costeggia, abbarbicata, la montagna a strapiombo sulla vallata sottostante.

punta 'e ruttas
Punta is Gruttas (Punta ‘e Ruttas)

E’ capitata l’occasione di andarci di proposito (per poi tornarci più volte) e scoprire come sia in effetti un accesso agevole verso il cuore del Supramonte di Urzulei. Fin dai primi metri la strada, addossata alla costa rocciosa, ripida e a strapiombo di Punta is Gruttas (Punta ‘e Ruttas), ci da l’idea di come sia stato duro aprirsi (e mantenere nel tempo aperto) il cammino per arrivare in zone dove l’ accesso più vicino era magari a decine di chilometri di distanza, o a costo di ripide ascese più o meno dirette. Un paio di soste obbligate per ammirare e fotografare gli ampi paesaggi che si aprono verso sud sulla valle di Urzulei e verso est sulla piana di su Fenu con sullo sfondo il Supramonte di Baunei e di continuo la sensazione che il bastione di Punta is Gruttas incomba alle nostre spalle per la spinta maestosa dei nove chilometri di montagna che da qui corrono ininterrottamente verso nord fino alla Gola di Gorroppu!

valle di urzulei
Vista della valle di Urzulei; sulla sx è ben visibile Monte Orosei.
su fenu
La piana di Su Fenu e le cime di Monte Lepori e Punta Trummauru; a sx sullo sfondo Punta S’Abbadorgiu e Monte Ulagi (Baunei).

Dopo meno di due chilometri dalla 125, in un paio di curve ci affacciamo sull’altopiano di Campu Oddeu, a 955 mt. di quota. Il paesaggio è molto caratteristico e rispecchia pienamente la mia idea di Supramonte, dominato da vegetazione bassa come il ginepro e la peonia (tra le specie che riconosco), qualche isolato leccio oppure nuda roccia. Adesso si apprezza meglio la cordigliera che “spingeva” su Punta is Gruttas.. si susseguono le bianche cime calcaree di S’Azza Bianca, Punta s’Iscala, Punta ‘e Seni e in fondo Punta Aunei, tutte abbondamente sopra i 1.100 mt d’altezza.

campu oddeu
lo sterrato che da Campu Oddeu dirige a Campos Bargios e Sedda Arbaccas. Sulla dx le cime calcaree di Punta s’Iscala, Punta ‘e Seni e Punta Aunei.

campu oddeu - segnaliAll’inizio della piana si dipartono due sentieri segnalati; a sinistra (501) per Punta Orotecannas/Funtana Orbenales/Fennau/Tomba dei Giganti di S’Arena e a destra (502) per il primo tratto del Riu Orbisi, Campos Bargios e Sedda Arbaccas (quindi verso la Gola Gorroppu). Sono numerosissime le alternative escursionistiche che partendo da Campu Oddeu  collegano svariati percorsi nel Supramonte urzulese e non solo.

Meglio delle parole, una serie di foto per descrivere un minimo il luogo.

La strada principale continua regalando scenari diversi a seconda delle prospettive dei monti che circondano Campu Oddeu e delle montagnette rocciose che frammentano gli spazi; mucche, asini, capre, cavalli e maiali selvatici, in ogni direzione è un brulicare di animali che vivono liberamente questo territorio e bisogna prestare attenzione perchè sovente sono in carreggiata.

Oltre che godere uno spettacolare paesaggio, per quanto mi riguarda cercando di fotografarlo in ogni modo, vale la pena soffermarsi su rumori e suoni di questo posto, spesso ventoso, provenienti da lontano e da direzioni non meglio identificate, come in uno smisurato anfiteatro, anche questo dona a Campu Oddeu qualcosa di particolare e unico.

pungiale
L’altura rocciosa di Bruncu Pungiale chiude Campu Oddeu a NO.
Codula de sa Mela, tra Serra Lodunu Punta Margaida.

Lasciamo Campu Oddeu alle spalle proseguendo per la strada che adesso scende di quota e attraversa un bel bosco a leccio, residuo di qualcosa di probabilmente più ampio; dopo qualche curva arriviamo a una piccola piana, chiusa di fronte a noi dalla Serra Lodunu ed è ben visibile sulla sua destra la parte terminale del canyon della Codula de sa Mela che divide la Serra dai monti Unnoro e Punta Margaida. La Codula qui si unisce al Riu Semideddas (alla nostra sinistra, scende dall’area di P.ta Orotecannas) e sa Terina (che scorre ai piedi della Serra Lodunu) a formare il primo tratto del Riu Orbisi. E’ evidente, anche qui, quanto potenti diventino questi, all’apparenza, fiumiciattoli in periodi di abbondanti piogge tanto che ogni volta che sono venuto qui ho trovato una parte di strada o i ponticelli, in sistemazione.

Televai, gli ovili in pietra e la pinnetta
Televai, gli ovili in pietra e un tipico pinnettu.

Non so quale sia esattamente il nome di questa zona, penso la si possa generalmente indicare come Televai, che è il nome degli ovili (vecchi e nuovi) adagiati alle pendici nord orientali della Serra Lodunu. A parte le classiche nuove costruzioni a parallelepipedo, comunissime per i nuovi ovili e stalle, ci sono ancora dei bellissimi recinti in pietra e un grande pinnettu.

Siamo sotto Serra Lodunu e la strada ne segue le pendici verso sud, prima in leggera ascesa e poi in qualche curva sale più decisamente scollinando a Genna Adaletzo; siamo all’altezza di Punta Ispignadorgiu la cui cima bianca da qui degrada boscosa fino alla piana di Fennau, dove arriviamo discendendo qualche curva.

Punta Ispignadorgiu e sulla dx Genna Adaletzo.
Punta Ispignadorgiu e la lecceta primaria; sulla dx il piccolo valico di Genna Adaletzo.

Eccoci dunque a Fennau, termine di questo itinerario e ottimo punto di partenza o di passaggio per numerosi altri. Siamo ancora in territorio di Urzulei ma molto vicini al confine territoriale con Talana, poco più a sud.

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Vista aerea della piana di Fennau con le tracce evidenti dei Rii Sa Codula e Pauli. A centro foto M.te Pisaneddu e P.ta Calavrigu (quasi sovrapposti); Bruncu Pisucerbu, ultimo a dx.

Qui confluiscono, in maniera anche molto impetuosa modificando il territorio, il Riu Pauli (il cui bacino imbrifero è composto dal versante settentrionale di Punta Soleadduci e quelli meridionali di Monte Pisaneddu e Punta Calavrigu) e il Riu Sa Codula (il cui bacino imbrifero raccoglie le acque del versante nord orientale del Monte Genziana e delle cime che da esso mano a mano degradano fino a Fennau); l’ultima volta che sono stato qui, ad agosto del 2015, il ponte sul Riu sa Codula risultava crollato e in fase di ricostruzione. Continuando a trattare delle acque di questi rii, di grande rilievo è la presenza, ai piedi di Punta Ispignadorgiu, di Sa Rutta ‘e s’Edera, sifone che raccoglie appunto le acque del Riu Pauli e del Riu Sa Codula le quali, insieme a quelli provenienti da altre parti del Supramonte, effluiranno poi dalla sorgente di Su Gologone ben 21 chilometri in linea d’aria più a nord (come dimostrato con versamento nelle acque di tracciante e conseguente monitoraggio con prelievi alla sorgente nel maggio/luglio del 2002, vedi il bell’articolo qui http://www.gruppogrottenuorese.it/l-indagine/250-complesso-s-edera-su-gologone-tracciamento-geochimico-sulle-acque-sotterranee-del-supramonte ).

Fennau, vista del Monte Novo San Giovanni.
Fennau, vista del Monte Novo San Giovanni.

Guardiamo un po’ intorno. La piana di Fennau è dominata a nord dalla già menzionata, bellissima Punta Ispignadorgiu; la sua cima bianco-grigiastra alta 1.232 mt. caratterizza questo monte riconoscibile già a distanza; dalle pendici a mezza costa una lecceta primaria stempera un po’ l’asprezza calcarea della parte superiore.

Punta ispignadorgiu
Punta Ispignadorgiu, domina la piana di Fennau.

La vista verso E-SE è dominata dalle alte cime di Urzulei (Monte Pisaneddu, 1.254 mt. e Punta Calavrigu, 1.202 mt.) e Talana (Bruncu Pisucerbu, 1.348 mt. e Punta Soleadduci, 1.358 mt.), a SO svetta il Monte Genziana (1.506 mt.) mentre a NO è ben visibile l’inconfondibile torrione calcareo di Monte Novo San Giovanni (alto 1.316 mt. domina la Foresta di Montes, in territorio di Orgosolo) al di là del Riu Flumineddu il cui canyon dista, in direzione O-NO, nemmeno un paio di chilometri in linea d’aria.

All’altezza della confluenza del Riu Sa Codula nel Pauli, siamo nell’area ad ovest di P.ta Ispignadorgiu, un sentiero permette di raggiungere la Tomba dei Giganti di S’Arena (ed anche il Nuraghe Perdeballa); dallo stesso punto parte anche il sentiero, già menzionato in precedenza,  che percorrendo il greto del fiume che costeggia la montagna arriva a percorrere la Codula de sa Mela fino a Televai.

Per terminare l’itinerario è possibile ovviamente tornare indietro sulla strada dell’andata fino a Campu Oddeu (e Genna Cruxi), il passare delle ore ed una luce diversa daranno un nuovo aspetto a questo bellissimo posto.

Cime del Supramonte
Cime del Supramonte viste dalla sterrata che da S’Arcu ‘e s’Orostode arriva a Fennau.

In alternativa è possibile imboccare la strada sterrata che da Fennau segue il Riu Sa Codula fino al passo di S’Arco ‘e Nortiduli dove inizia la strada bitumata fino a S’Arcu ‘e s’Orostode da cui proseguire in direzione Talana oppure verso la vecchia SS389/Villagrande Strisaili. Quest’ultima opzione (fatta personalmente ad inizio estate 2008 con un’auto normale) può non essere totalmente percorribile in caso di forti piogge o piene per via di almeno un guado (la situazione potrebbe essere più favorevole visto il lavoro in loco dell’Ente Foreste).

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