Cento e più Torri

By simone
Vista aerea di Torre Badde Jana ed il tratto di mare fino a Capo Caccia.
Vista aerea di Torre Badde Jana (Villanova Monteleone, anno 1.639, torrezillas) ed il tratto di mare fino a Capo Caccia.
Torre Porticciolo (Alghero, anno 1.572, senzillas)

Non numerose come i Nuraghe, che sono circa sette/otto mila in diversi stati di conservazione, le cento e più Torri costiere della Sardegna sono ugualmente un segno tangibile della storia passata dell’Isola. Una cosa accomuna certamente la Torre e il Nuraghe, ovvero la funzione base di controllare una marcata parte di territorio e, congiuntamente ad altre postazioni collegate in linea visiva, sorvegliare spazi ancor più ampi e mettere in comunicazione località molto distanti tra esse, all’interno di un tessuto sociale e coordinato. Questa peculiare caratteristica elegge come suo insediamento luoghi in posizioni panoramiche (e quasi sempre molto suggestive) come la cima delle scogliere e i promontori.

Torre Arena, Isola dell'Asinara, e la sua bellissima, incontaminata e super protetta spiaggia.
Torre Arena (Asinara, anno 1.720, senzillas) e la sua bellissima, incontaminata e super protetta spiaggia.

Il complesso delle Torri costiere della Sardegna è l’evoluzione di un sistema di osservazione e avvistamento congiunto contro le incursioni piratesche che è presente e diffuso sul territorio costiero dell’Isola già a partire dall’epoca dei Giudicati (VIII sec.). Questo sistema di fortificazioni venne d’impulso sviluppato e incrementato dagli Aragonesi che a partire dalla seconda metà del 1.500 si dotarono di un’agenzia, la Reale Amministrazione delle Torri, appositamente fondata per la costruzione di nuove strutture, manutenzione delle stesse e di quelle pre-esistenti e ovviamente gestione e coordinamento di questi baluardi d’avvistamento e di prima difesa contro le orde piratesche che da sempre affliggevano le coste e che nel periodo avevano visto l’aumento delle incursioni ai centri costieri.

Torre di Flumentorgiu domina la bellissima spiaggia di Torre dei Corsari, con le maestose dune di sabbia, fno a Pistis e Capo Frasca.
La Torre di Flumentorgiu (Arbus, 1.577, t. de armas) domina da 60 mt. d’altezza la bellissima spiaggia e le grandi dune di Torre dei Corsari, con visuale diretta tra Capo Pecora a sud e Torre San Giovanni di Sinis a nord (ben oltre 45 chilometri).
Torre di Carcangiolas (Quartu Sant'Elena, anno 1.591) è l'unico esempio di Torre spiaggiata.
Torre di Carcangiolas (Quartu Sant’Elena, anno 1.591, torrezillas) è l’unico esempio di Torre spiaggiata.

Delle 105 Torri costiere censite nel tempo (l’anno a cui si fa riferimento per la singola unità è l’anno in cui se ne trova la prima traccia in documenti storici), alcune sono ormai solo un rudere ed altre si presentano in diversi stati di conservazione; quasi tutte le Torri sono di pianta circolare e forma tronco conica o cilindrica, una dozzina si sviluppano su due piani (oltre il terrazzato o piazza d’armi) ed alcune fanno parte di Sa Conservatoria de sas Costeras de sa Sardigna (Conservatoria delle Coste della Sardegna) che ha il compito di gestire e tutelare il patrimonio costiero dell’Isola.

A seconda della mole, della posizione o della vicinanza di obiettivi sensibili, del tipo di armamento e di uomini di provvigione, si distinguono diverse tipologie di Torri:

    • De Armas di difesa pesante, diametro ed altezza maggiori di 12 metri, possedevano almeno due cannoni di grosso calibro ed erano presidiate da un comandante (Alcaide) più 5/6 soldati.
    • Senzillas di media risposta difensiva, diametro di una dozzina di metri ed altezza media di dieci metri, possedevano un paio di cannoni di medio calibro ed erano presidiate da un comandante e 3/4 soldati.
  • Torrezillas per sola osservazione e comunicazione, diametro di cinque/sei metri ed altezze medie di sette metri, erano presidiate da un paio di soldati armati con soli fucili.
La Torre della Pegna è situata su un costone di falesia a 200 metri d'altezza; qui notiamo come sia in comunicazione visiva con le Torri del Bulo e di Tramariglio.
La Torre della Pegna (Alghero, anno 1.572, torrezillas) è situata su un costone di falesia a 200 metri d’altezza; qui notiamo come sia in comunicazione visiva con le Torri del Bulo e di Tramariglio.

Di seguito alcune delle Torri che ho visto, con brevi cenni per ognuna di esse.

 Torre Argentina (Bosa, anno 1.578, senzillas).

torri 30Si trova pochi chilometri a nord di Bosa; la si raggiunge facilmente dalla SP49 al km7 attraversando la località Tentizzos verso il mare. La Torre è posta a 30 e più metri d’altezza su un promontorio di scogli e roccia calcarea molto scenografica. Sorvegliava un ampio tratto di mare (circa trenta chilometri) tra Capo Marargiu e Capo Mannu. Era classificata come senzillas.

L’area in cui si inserisce la Torre è bellissima; le alte montagne, tra cui il Monte Agudu  e il Monte sa Pittada, chiudono il lato orientale, l’area di Tentizzos vagamente pianeggiante e cosparsa di roccioni che sembrano bolle di roccia scoppiate arriva al litorale con diverse calette e spiagge di ciotoli rossi o scogli bianchi lavorati dal mare e dal vento. E ovviamente tantissimo mare.

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L’area di Tentizzos che conduce alla Torre.
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Torre Argentina vista da nord, dalla lingua di scogli piatti che si spinge decine di metri in mare.

Torre Porticciolo (Alghero, anno 1.572, senzillas).

Belvedere della Torre; da sinistra Cala Viola, Punta del Gallo e Punta Cristallo in fondo.

Torre Porticciolo, del tipo senzillas, prende il nome dalla piccola insenatura (in catalano portichiol) creata dalla penisoletta sulla quale è stata costruita la Torre, a 40 mt. d’altezza sul mare. La visuale spazia da Punta Cristallo a tutto il Golfo di Porto Ferro fino a Capo dell’Argentiera. Dista da Alghero nemmeno venti chilometri, vi si arriva tramite la provinciale per Fertilia e poi per Porto Ferro, seguendo le indicazioni.

La Torre con le sue grandi aperture per l’avvistamento.
Il golfetto e la torre.
Il porticciolo naturale su cui vigila la Torre.
La vista sul Golfo di Porto Ferro e Capo dell'Argentiera.
La vista sul Golfo di Porto Ferro (e le sue Torri Bianca e Negra) e Capo dell’Argentiera.

Torre della Pelosa (Stintino, anno 1.578, T. de armas).

La Torre della Pelosa e dietro l'Isola Piana e l'Asinara.
Torre della Pelosa, alle sue spalle l’Isola Piana e l’Asinara.

torri 26Alta una decina di metri e costruita in scisto locale, la Torre della Pelosa è posizionata sull’isolotto accanto alla Spiaggia della Pelosa, tra Capo Falcone e l’Isola Piana; della tipologia torre de armas aveva il compito di sorvegliare lo stretto canale dell’Asinara che permetteva il passaggio tra il mare aperto e i bassi approdi fino a Stintino, senza dover aggirare la grande isola. E’ in contatto visivo con la Torre di Isola Piana e con la Torre Falcone che domina da 190 metri tutto il tratto di costa fino all’Argentiera e ha una visuale eccellente sul Golfo dell’Asinara e la Nurra.

La Torre del Falcone domina da 190 mt sul mare tutto il Golfo dell'Aisinara e la costa a sud fino all'Argentiera, quindi anche gran parte della Nurra.
Torre Falcone (Stintino, anno 1.577, torrezillas) costruita in scisto locale ed alta 8 metri è posta sull’omonima punta a 190 metri d’altezza.

Torre San Giovanni di Sarrala (Tertenia, anno 1.639, T. de armas).

La visuale dalle Torri è ampissima, qui dal terrazzato della Torre San Giovanni di Sarrala spazia su un tratto di costa di oltre 20 chilometri.

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La Torre si trova in località Sarrala (Melisenda) nel territorio comunale di Tertenia, nella splendida Ogliastra meridionale; situata a venti metri d’altezza su un’altura a sud del Monte Guardia Manna, domina il tratto di mare compreso fra Capo Sferracavallo e l’isolotto di Quirra (oltre venti chilometri). E’ una Torre de armas a sezione tronco conica e composta da pietre granitiche; è una delle poche Torri a possedere due piani oltre la piazza d’armi, che si trova a una dozzina di metri d’altezza dal suolo. Il diametro alla base è di oltre dodici metri, il primo piano si presenta diviso in più locali e subito a destra dell’entrata una prima rampa di scale, in precarie condizioni, porta al secondo piano che è un unico locale dal quale parte la seconda scala, nelle stesse condizioni della prima, che giunge al terrazzo dal quale si domina un paesaggio maestoso sul sottostante mare. La Torre risultava ai tempi essere molto ben armata, avendo il compito di sorvegliare un ampio tratto di mare sprovvisto di altre fortificazioni e anche durante l’ultimo conflitto mondiale venne utilizzato come bunker e postazione d’osservazione e difesa.

Panoramica della grande sala circolare al primo piano con i contrafforti ad arco che sostengono il piano superiore terrazzato.
Panoramica della grande sala circolare al primo piano con i contrafforti ad arco che sostengono il piano superiore terrazzato.

La raggiungiamo dallo svincolo ella SS125 in direzione di Marina di Tertenia, proseguendo fino a scendere dall’Arcu de Sarrala de Susu nella piana di Sarrala, seguendo le indicazioni per Barisoni e quindi la svolta a sinistra per la Torre (totale dalla SS125 alla Torre 12 chilometri).

Torre San Giovanni di Sarrala (Tertenia) domina un ampissimo tratto di costa (più di 20 chilometri) che va da Capo Sferracavallo (a nord) fino all'Isola di Quirra (a sud)

Torre di Cala Domestica (Iglesias, anno 1.786, senzillas).

La Torre di Cala Domestica (Iglesias, anno 1.577) domina l'ingresso sud del piccolo fiordo di Cala Domestica.

La Torre Aragonese (anno 1.577) sorveglia Cala Domestica da 39 metri d'altezza.

La Torre di Cala Domestica, alta 11 metri per un diametro di 12, è posizionata ad un’altezza di 39 metri al termine di una lingua di roccia a strapiombo sul mare. La datazione della sua costruzione è incerta poichè non è chiaro se e che tipo di Torre fosse menzionata, nell’attuale posizione, nei documenti di fine 1.500 mentre risultano certi i lavori di restauro e completamento dell’attuale struttura da parte della Reale Amministrazione delle Torri nel 1.786. La visuale spazia su un tratto di costa smisurato (oltre quaranta chilometri) da Capo Pecora a nord fino alle Isole di Carloforte e Sant’Antioco a sud ed è stata utilizzata come punto d’osservazione militare ancora durante la Seconda Guerra Mondiale.

vista aerea della caletta, il bastione sud del fiordo di Cala Domestica con la torre aragonese

La Torre di Cala Domestica è, a mio parere, una delle più suggestive dell’Isola. Il contesto in cui è inserita è notevole, tante sono le bellezze che la circondano. Il sottostante fiordo, di acqua turchese, la grande spiaggia principale e la calettina a cui si accede da un foro nella montagna, i sentieri che dalla Torre portano a Masua o Buggerru sempre dall’alto delle falesie e l’indiscusso fascino di alcuni pezzi di archeologia mineraria che ricordano il passato di questi luoghi. Per arrivarci si può raggiungere in auto il parcheggio di Cala Domestica tramite la SP83 da Buggerru o Nebida e da qui a piedi si raggiunge il lato sud (sinistro) della spiaggia fino ai ruderi del magazzino minerario e da qui imboccare un sentiero che risale il costone di roccia fino alla cima pianeggiante e quindi fino alla Torre.

Vista aerea di Cala Domestica
Vista aerea di Cala Domestica

Torre di Punta Foghe e di Ischia Ruggia (Tresnuraghes, entrambe anno 1.591).

Torre Foghe (Tresnuraghes, 1.591) risiede su un ripido costone di roccia a strapiombo sul mare, in concomitanza con lo sbocco a mare del Riu Mannu.

torri 20.JPGSiamo nell’estrema punta meridionale del territorio di Tresnuraghes, a Punta Foghe. Qui il Rio Mannu arriva al mare scavando un profondo canyon al termine del quale, ad un’altezza di settanta metri, è stata eretta la Torre Foghe (Torre della foce), costruita in rocce basaltiche locali con un’altezza del terrazzato di dieci metri circa.

Indicata come senzillas, la Torre è ubicata in posizione molto strategica e permette il controllo dello specchio d’acqua tra Capo Mannu e Capo Marargiu (35 chilometri)  in linea visiva con varie Torri; in più l’essere posti così vicini ad un importante corso d’acqua come il Rio Mannu dava alla guarnigione il compito aggiuntivo di sorvegliare l’approdo per non permettere rifornimento d’acqua dolce da parte dei pirati. torri 32.JPG

La conformazione del territorio attorno a Punta Foghe rende il panorama molto particolare. Un notevole impatto è dato dalle scogliere alte sessanta/settanta metri sul mare che corrono a sud verso Capo Nieddu e a nord verso Porto Alabe; ma principalmente è il Rio Mannu a riservare lo scenario più particolare perchè dopo aver solcato l’entroterra per secoli, creando il profondo canyon, il Rio non è riuscito ad aprirsi uno sbocco diretto attraverso gli scogli di Punta Foghe e subisce quindi una brusca deviazione a sinistra creando una spiaggetta di ciotoli che unisce le due sponde.

La particolare foce del Rio Mannu e l'altissima scogliera che corre fino a Capo Nieddu.
La particolare foce del Rio Mannu e l’altissima scogliera che corre fino a Capo Nieddu.

Poco più di due chilometri in linea d’aria a nord di Torre Foghe troviamo Torre Ischia Ruggia, in mezzo tra le alture e le scogliere ha una bellissima vista sugli scogli Corona Niedda e sulla costa fino a Capo Marargiu.

La Torre di Ischia Ruggia e la vista sugli scogli Corona NIedda.
La Torre di Ischia Ruggia, torrezillas, e la vista sugli scogli Corona NIedda.

Per arrivare a queste Torri si prende la strada comunale che parte direttamente a sud dell’abitato di Tresnuraghes (dieci chilometri).

Torre delle Saline (Stintino, anno 1.572, T. de armas).

torri 36La Torre delle Saline si trova tre chilometri a sud di Stintino, nella località che le da il nome. Adagiata direttamente sugli scogli ha un diametro di quasi dodici metri ed un’altezza del terrazzato (intermanete ristrutturato) di dodici metri e mezzo; come poche altre torri possiede ben due piani coperti, collegati da una scaletta in legno. Sono presenti alcuni edifici di servizio adiacenti la Torre che purtroppo sono in pessimo stato di conservazione.

Essendo posizionata fra due beni preziosi come la vecchia tonnara e le saline, la Torre era del tipo de armas, ovvero garantiva  una difesa con armamento pesante e la presenza di 6/7 uomini.

Il campo visivo diretto spazia su tutto il Golfo dell’Asinara ed era in contatto con la Torre Falcone e quella di Porto Torres; anche la vista verso l’entroterra è bellissimo, con le saline e lo stagno di Casaraccio

Vista delle saline e del litorale sud fino a Porto Torres.
Vista delle saline e del litorale sud fino a Porto Torres.
Vista verso lo stagno di Casaraccio e sulla destra Punta Falcone con la sua Torre.
Vista verso lo stagno di Casaraccio e sulla destra Punta Falcone con la sua Torre.
L'interno del primo piano della Torre delle Saline; si nota il pilastro centrale che sorreggeva la volta a fungo ed il boccaporto d'ingresso.
L’interno del primo piano della Torre delle Saline; si nota il pilastro centrale che sorreggeva la volta a fungo ed il boccaporto d’ingresso.

Di seguito alcuni scatti di Torri che ho incontrato man mano nei percorsi sardi.

Torre di Cala d'Oliva (Asinara, anno 1.639).
Torre di Cala d’Oliva (Asinara, anno 1.639, senzillas) era in connessione visiva con la sola Torre di Porto Torres).
Torre Bianca e Torre Negra sorvegliano il Golfo di Porto Ferro dall'imbocco nord fino a Punta Cristallo.
Torre Bianca, in primo piano, e Torre Negra (Sassari, rispettivamente anno 1.572 e 1.578, entrambe classificate come senzillas) sorvegliano il Golfo di Porto Ferro, paradiso naturale di dune e pineta, dall’imbocco nord fino a Punta Cristallo.
La Torre del Bulo (Alghero, anno 1.572, senzillas), posata su un costone di roccia a 34 mt. sul mare, era in connessione con la Torre della Pegna unitamente ad altre Torri nel Golfo di Porto Conte ed Alghero.
Torre di Tramariglio (Alghero, anno 1.591).
La Torre di Tramariglio (Alghero, anno 1.591, senzillas) sorveglia tutta l’insenatura di Porto Conte; alle sue spalle il Monte Timidone e le frange delle falesie di Punta Cristallo.
Toore e faro di Porto Conte, sono posizionati dirimpetto Capo Caccia, in comunicazione con le altre torri dell’area.
Torre Badde Jana (Villanova Monteleone, anno 1.639) è posta ad oltre 350 mt. d'altezza e sorvegliava l'ampio tratto di mare fra Capo Caccia e Capo Marargiu (30 chilometri).
Torre Badde Jana (Villanova Monteleone, anno 1.639, torrezillas) posta ad oltre 350 mt. d’altezza sorvegliava l’ampio tratto di mare fra Capo Caccia e Capo Marargiu (30 chilometri).
Torre di Santa Caterina di Pittinuri (anno 1.578) poggia su lingue di roccia calcarea, caratteristica della zona.
La Torre di San Giovanni di Sinis (Cabras, anno 1.591) è posta sull'istmo di Capo San Marco e domina, oltre al complesso fenicio di Tharros, l'accesso al Golfo di Oristano.
La Torre di San Giovanni di Sinis (Cabras, anno 1.591, t. de armas) è posta sull’istmo di Capo San Marco e domina, oltre al complesso fenicio di Tharros, l’accesso al Golfo di Oristano.
Torre del Budello (Teulada, 1.601) sorveglia l'accesso al Porto di Teulada.
Torre del Budello (Teulada, 1.601, senzillas) sorveglia l’accesso al Porto di Teulada.
Torre di Piscinnì (o Pixini, costa di Domus de Maria, anno 1.639, senzillas), in comunicazione con la Torre del Budello (Teulada) e la Torre di Capo Malfatano.
La Torre di Capo Malfatano vista dalla bellissima spiaggia di Tuerredda.
La Torre di Capo Malfatano (Teulada, anno 1.639, senzillas) vista dalla bellissima spiaggia di Tuerredda.
Torre Chia (Domus de Maria, anno 1.578, senzillas), è alta 10mt. ed era posta a guardia del Rio di Chia, importante approvvigionamento idrico.
Torre di Barì, Bari Sardo.
La Torre di Barì (Bari Sardo, anno 1.639, senzillas) vista dal Monte Ferru.
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