I miei Nuraghe (to be continued..)

By simone

Disseminati a migliaia in tutta l’Isola.

Sculture di roccia millenarie, perenni, il simbolo per me più vero e tangibile di cosa è, nella sua essenza, la Sardegna.

Non ce n’è uno uguale all’altro, nonostante siano principalmente pietre posate. Il contesto fa spesso la differenza, da l’idea dell’ampiezza territoriale (e sociale) in cui erano inseriti.

Di Nuraghe nella mia vita ne ho visti parecchi. Ma poche volte mi sono soffermato e ci ho dedicato tempo (e foto), ma rimedierò nel tempo. Questo articolo, quindi, sarà in continuo aggiornamento.

Su Nuraxi, Barumini (Marmilla).

E’ il simbolo, per maestosità e stato di conservazione, del riconoscimento dei Nuraghe come Patrimonio dell’Umanità.

https://it.wikipedia.org/wiki/Su_Nuraxi

Su Nuraxi, vista da sud dell’imponente struttura nuragica.
I dolci terrazzamenti del lato occidentale del complesso nuragico.
Su Nuraxi domina la Marmilla. Sullo sfondo il Castello di Las Plassas, apice al cono del suo monte.

Nuraghe Ardasai, Seui (Ogliastra).

Sito ai piedi dei maestosi Tacchi d’Ogliastra, domina una vastissima area del Gennargentu meridionale e della sottostante valle del Flumendosa.

https://it.wikipedia.org/wiki/Nuraghe_Ardasai

Nuraghe Ardasai, costruito in pietra calcarea, è situato nel Comune di Seui a 1.015 mt. slm.
L’ingresso del Nuraghe Ardasai, tutto intorno i resti delle capanne nuragiche; sullo sfondo i Tacchi tra i più conosciuti, Perda Liana e Tonneri.
Il corridoio d’accesso alla sala principale del Nuraghe Ardasai evidenzia una sapienza costruttiva che va oltre la mera posa di pietre una sopra l’altra.
Il Gennargentu al di la della gola del Flumendosa che lo divide dai Tacchi.

Nuraghe Mereu, Orgosolo (Supramonte).

Il Nuraghe bianco, costruito in blocchi di roccia calcarea distintiva del Supramonte. Tra i più sperduti che si possano trovare domina lo spettacolo naturale della Gola Gorropu, uno dei canyon più profondi d’Europa.

Quando si dice luogo strategico.. Dal Nuraghe Mereu, attraverso l’imboccatura della Gola Gorropu, si ha contatto diretto col Supramonte di Baunei a 10 km di distanza.
Uno dei rari Nuraghe bianchi, costituiti della roccia calcarea locale.

Nuraghe (e Grotta) Serbissi, Osini (Ogliastra).

Nuraghe Serbissi, in cima a Su Taccu di Osini a 960 mt. d’altitudine domina Taquisara, strategica valle d’accesso verso e dal mare. Oltre che per bellezza, ottimo stato di conservazione e posizione strategica, si distingue come unico caso di Nuraghe costruito sopra una vasta grotta, cavità carsica che si sviluppa una decina di metri sotto, utilizzata dall’uomo anche prima della costruzione del Nuraghe e che ha proseguito nel tempo la sua importanza cruciale nel complesso nuragico (qui un mio articolo specifico sul Nuraghe).

Nuraghe Serbissi, complesso nuragico composto dal mastio centrale alto più di sei metri circondato da un bastione dove sono alloggiate altre tre torri meno alte e in diversi stati di conservazione.
Nuraghe Serbissi, in primo piano la torre A, la minore in altezza.
Elegante e slanciato, il mastio centrale del Nuraghe Serbissi spunta tra i boschi di Su Taccu.
Vista verso nord dal terrazzato del mastio; alla destra del maestoso Bruncu Mattedi (1.066 mt. slm) vediamo spuntare il bellissimo tacco di Perda Liana, monumento naturale tra i simboli della Sardegna ed importante punto di riferimento visibile a decine di chilometri di distanza.
Dai suoi quasi 1.000 metri di altitudine, il Nuraghe Serbissi domina la profonda gola di Taquisara e tutto il versante meridionale del relativo Tacco.
La Grotta Serbissi è una cavità di origine carsica che si sviluppa una decina di metri sotto il Nuraghe. Possiede tre ingressi dei quali due sono accessibili e permettono l’ingresso lato Taquisara o Osini.
Utilizzata dagli abitanti stessi del Nuraghe (quasi certamente anche prima che questo fosse edificato), aveva anche funzione di magazzino per le derrate alimentari.

Nuraghe Erismanzanu, Esporlatu (Goceano).

Bel Nuraghe mono torre di 8 metri d’altezza, insediato tra i boschi e la campagna nei pressi della Foresta di Burgos; è inserito nel muretto perimetrale di una fattoria ed adibito anche al ricovero delle pecore; caratteristico per i lecci che sono nati al suo interno e che spuntano dalla cima con una folta chioma.

Nuraghe Erismanzanu, la chioma di lecci che sono nati al suo interno.
Nuraghe Erismanzanu, la fattoria nella quale è inglobato diventando anche ricovero per le pecore.

Nuraghe Santu Antine, Torralba (Meilogu).

Nella piana di Cabu Abbas (detta anche Valle dei Nuraghi) troviamo l’imponente complesso nuragico di Santu Antine, tra i maggiori dell’Isola, conosciuto anche come “Sa domo de su Re“. Santu Antine è un nuraghe poli lobato in cui il bastione perimetrale ingloba altre torri minori e circonda il mastio centrale alto ad oggi ben 18 metri; l’insieme delle strutture, tra cui anche alcune capanne circolari, rende il complesso monumentale e possente.

https://it.wikipedia.org/wiki/Nuraghe_Santu_Antine

Sa Domo de Su Re, la Casa del Re, è un appellativo molto significante per questo enorme complesso nuragico polilobato.
Monumentalità e possenza sono chiare caratteristiche del Nuraghe Santu Antine. In questa foto aerea è ben chiara la conformità del bastione che ingloba le torri.
Il cortile interno da cui si accede alle aree perimetrali interne al bastione, alla torre centrale e ai terrazzamenti sopraelevati.
La parte terminale del mastio vista dal terrazzamento.
L’ampia vista del Meilogu che si gode dalla terrazza del mastio posta oggi a 18 metri d’altezza.
Corridoio laterale all’interno del bastione perimetrale; lungo diversi metri è caratterizzato dagli enormi blocchi che si chiudono man mano a formare una copertura a ogiva.
La scala d’accesso ai terrazzi posizionati sul bastione.
Uno dei terrazzamenti sul primo livello del bastione.
Pianta attuale e ipotetica ricostruzione dello stato originario
Esternamente al Nuraghe sono presenti tutta una serie di ruderi di capanne che componevano l’antico villaggio.

Nuraghe Oes, Giave (Meilogu)

Nuraghe Oes, composto dal bastione semicircolare perimetrale dal quale si accede al grande mastio.

Questo bellissimo nuraghe è in realtà la parte principale e meglio conservata di un complesso nuragico composto anche da un villaggio e un’area sacra. Sito a meno di un chilometro a sud est dalla reggia nuragica di Santu Antine, è formato principalmente da una maestosa torre, o mastio, con diametro alla base di 16 mt. ovvero il più ampio di tutti i Nuraghi dell’Isola e da un bastione semicircolare un po’ diroccato successivamente apposto al corpo centrale. Il notevole mastio è costituito da grossi massi di basalto lavorati nella faccia esterna che vanno via via diminuendo di pezzatura e aumentando di regolarità fino all’estremità superiore, in parte diroccata; la superficie occidentale delle pietre è particolarmente caratterizzata da una copertura di muschio rosso/arancione che spicca nel paesaggio.

La parete occidentale del Nuraghe Oes è completamente ricoperta di muschio rosso; notate la disposizone delle pietre come aumenta di regolarità e precisione verso la sommità.

L’ingresso al complesso avviene tramite una piccola apertura nel bastione esterno che conduce a un cortile da cui si accede tanto al mastio quanto alla sommità del bastione; da quest’ultima si ha un complicato accesso ad una seconda apertura più elevata nel mastio.

I due ingressi del mastio di Nuraghe Oes visti dalla sommità del bastione.

Nuraghe Izzana, Tempio Pausania (Gallura).

Grande Nuraghe di forma vagamente triangolare costruito con blocchi granitici, roccia rappresentativa di tutta la Gallura; il paesaggio circostante è fortemente caratterizzato dal granito delle grandi singole rocce erose e trasformate nel tempo, sparse ovunque, e delle catene montuose circostanti.

https://it.wikipedia.org/wiki/Nuraghe_Izzana

Nuraghe Izzana, in granito locale, ha una particolare pianta triangolare.
Nuraghe Izzana, l’ingresso. Si nota molto bene la disposizione dei singoli blocchi granitici che permettevano solidità e immutabilità nel tempo.
La Gallura granitica di Aggius e Tempio Pausania, conosciuta come “Valle della Luna“.

Nuraghe La Prisgiona, Arzachena (Gallura).

Estesa area nuragica composta oltre che dal Nuraghe anche da un centinaio di capanne sparse nei dintorni in diversi ettari. Il complesso nuragico vero e proprio, tutto intorno al mastio centrale, è composto da numerosi blocchi circolari con cortili, stradine e passaggi; ancora oggi è ben conservato, e funzionante, il pozzo dell’acqua situato qualche metro dal bastione.

https://it.wikipedia.org/wiki/Nuraghe_La_Prisgiona

Nuraghe La Prisgiona è caratterizzato da una intensa presenza di strutture adiacenti al mastio centrale, la cui conservazione permette di avere un’idea abbastanza precisa della conformazione del villaggio.
Nuraghe La Prisgiona. In primo piano la cosiddetta “area artigianale” formata da numerosi blocchi circolari e stradine.
L’ingresso del mastio del Nuraghe. L’architrave è un monolite di oltre tre metri di lunghezza.
Nuraghe La Prisgiona, interno della torre principale, o mastio. La posa delle pietre, l’inclinazione delle mura e lo sviluppo in altezza sono un’opera notevole.
Il pozzo nuragico originale, ancora pieno d’acqua con profondità media di sette metri.
Nuraghe La Prisgiona, ricostruzione di una possibile conformazione quando era abitato.

Nuraghe Nercone (ruderi), Talana (Ogliastra).

In realtà più che di un Nuraghe dovremmo parlare di un complesso di cui fanno parte un paio di Nuraghe e Tombe dei Giganti. Per quello che ho visto e fotografato, il Nuraghe Nercone II è ridotto a un qualcosa di piuttosto indistinto, con le sole prime file di pietre della torre addossate a grossi macigni preesistenti e numerosi recinti e muretti nei dintorni. Il fascino indiscusso di questi ruderi è per me la bellissima campagna di Talana e i boschi che li circondano.

Quello che rimane del Nuraghe Nercone II, testimonia comunque un complesso di costruzioni articolato.
I bellissimi boschi di Talana in cui è inserito il complesso nuragico Nercone.

Nuraghe Appiu, Villanova Monteleone (SS)

Vista del sito da N; in primo piano vediamo alcuni resti di capanne tra cui spicca una vasca in tufo.

A una decina di chilometri a sud ovest di Villanova Monteleone, a 500 mt. di quota in vista del mare a poco più di 1 km, si trova Nuraghe Appiu circondato dal suo cospicuo villaggio. Solo la parte meridionale del Nuraghe è in condizioni decenti anche se meglio conservato risulta solo il bastione esterno dove è situato l’ingresso principale al mastio il quale nella parte superiore risulta in cattive condizioni e parzialmente crollato. E’ possibile entrare a livello del suolo mentre è più difficoltoso accedere ad un secondo ingresso posizionato nella parte superiore del mastio diroccato; risulta infatti che le camere fossero due e sovrapposte. Del villaggio, soggetto a campagna di scavi fino a poco tempo fa, rimangono varie aree comprendenti mura perimetrali di capanne, quelli che sembrano piccoli cortili ed è visibile anche una bella vasca in tufo.

Nuraghe Appiu, vista della parte S, quella meglio conservata, dove è posizionato l’ingresso principale a livello suolo.

Vista della parte superiore del mastio che purtroppo si trova in cattive condizioni.

Nuraghe Appiu, un’area del villaggio con diverse capanne ed ambienti di passaggio.

This entry was posted in Archeologia, Luoghi, Tutti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *