Breve itinerario sui Monti del Goceano

By simone

Il Goceano è una sub-regione della Sardegna centro-settentrionale, un territorio molto antico, com’è la Sardegna centro-meridionale e la Nurra, dove affiorano in continuità formazioni rocciose dal Cambriano fino all’Ordoviciano inferiore.
Questo breve itinerario ha come oggetto principale le due cime di Monte Rasu (1.258 mt. s.l.m. nel Comune di Bono) e Punta Masiennera (1.156 mt. s.l.m. nel Comune di Anela) con i loro ampissimi panorami circostanti. Spostandosi da una cima all’altra si attraversano bellissime e fittissime foreste demaniali tra cui Sos Nibberos, famosa per i tassi millenari, e Forest’Anela, ricca di sorgenti.

La cima del Monte Rasu vista dalla sella a sud-ovest.

L’itinerario parte arbitrariamente dalla SP43 in località Foresta di Burgos, dopo 3,5 chilometri si svolta a destra sulla SP6 in direzione Bono e dopo poco meno di 4 chilometri ancora a destra si imbocca la strada forestale sterrata (in buone condizioni) che sale attraversando la bellissima foresta di tassi millenari di Sos Nibberos; in breve si giunge alla sella a sud-ovest della cima di Monte Rasu dalla quale abbiamo un primo scorcio sul panorama e sulla cima medesima prima di proseguire aggirandola fino al lato opposto (NE) quando incontriamo una deviazione a sinistra che sale verso la sommità dove sono posizionate un gruppo di antenne TLC e la vedetta antincendio.
Con i suoi 1.258 metri, il Monte Rasu (nome che in sardo identifica un profilo sub-rotondeggiante o piano) è il più alto della catena montuosa del Goceano; il panorama è molto ampio e suggestivo anche se per via delle antenne bisogna spostarsi in vari punti per osservarlo in diverse direzioni (in questa pagina una foto a 360°). Dal punto di vista geologico il Monte Rasu è composto da antichissime formazioni rocciose note come Arenarie di San Vito, risalenti al Cambriano medio – Ordoviciano inferiore.

Monte Rasu, vista verso N; le pendici settentrionali della catena del Goceano coperte di foreste e sullo sfondo la sub-regione del Monteacuto.
Vista verso S; a sinistra l’Alta Valle del Tirso, al centro Punta Palai (1.264 mt. s.l.m.), la cima più alta del Marghine – Goceano.
Vista del Castello di Burgos e dell’abitato.
La strada forestale di Monte Rasu qui costeggia una linea tagliafuoco (quota 1.160 mt. s.l.m.). Il versante scende ripido così che oltre gli alberi vediamo sullo sfondo l’Alta Valle del Tirso e quindi il massiccio calcareo del Corrasi e i Monti del Gennargentu.

Tornati alla deviazione presa per salire alla cima, proseguiamo sulla carrareccia forestale inizialmente in direzione NO e scendendo rapidamente verso il Passo Ucc’Aidu dove ci reimmettiamo sulla SP6 in direzione Bono; dopo nemmeno 2 chilometri e subito prima di un tornante, a sinistra imbocchiamo in salita la strada forestale per Forest’Anela.
Questa è una grande foresta demaniale, fitta, ricca di sorgenti e sentieri; dopo 3 chilometri siamo in località Sa Minda (a quota 998 mt. s.l.m.) dove è situata la Caserma della Forestale, l’eliporto del servizio antincendio e un’ampia area attrezzata per picnic, con un piccolo laghetto. In corrispondenza dell’eliporto partono due strade, noi imbocchiamo quella di destra che prosegue in direzione NNE verso Punta Masiennera.

Cantara ‘e Prammuttu, una delle numerose fonti di Forest’Anela.
Forest’Anela, strada forestale per Masiennera.
Segnaletica sentieristica nella radura di località Masiennera.

Dopo circa un chilometro e mezzo siamo in località Masiennera, una radura a 1.088 mt. s.l.m. in corrispondenza di un declivio dal quale verso NE proseguono un paio di sentieri tra cui quello di destra giunge alla Foresta demaniale di Fiorentini, una delle più antiche in Sardegna, assolutamente affascinante per i suoi altissimi esemplari di pini larici, meritevoli di un prossimo articolo; noi invece proseguiamo in direzione ovest fra gli alberi, la strada è appena segnata ma dopo poche decine di metri è più chiara e sale velocemente verso Punta Masiennera.

Il paesaggio verso nord; alle spalle del primo gruppo di montagne il Mejlogu (verso sinistra) e Monteacuto (verso destra).

Il bosco termina all’improvviso lasciando spazio agli aspri affioramenti rocciosi della cima costituiti dalle metavulcaniti ordoviciane (vecchie 470 milioni di anni); qui sono posizionati il traliccio di una piccola antenna in disuso e la casetta della vedetta antincendio e data la conformazione della sommità per lo più priva di vegetazione e abbastanza lontana da altre montagne, la vista è profonda in quasi tutte le direzioni (in questa pagina una foto a 360°); verso N-NE la piana del Monteacuto (visibile fino al Monte Lerno di Pattada, 1.094 mt. s.l.m.), verso E-SE i grandi massicci calcarei di Montalbo e del Corrasi, verso S la piana del Tirso, la Barbagia e i Monti del Gennargentu, verso O le montagne del Marghine-Goceano, verso O-NO il Mejlogu, il vasto altopiano basaltico di Monte Pelao (alt. max. 730 mt. s.l.m.) e il caratteristico Monte Santo di Siligo (733 mt. s.l.m.) con la sua forma tronco conica.

Vista verso N-NE, la parte settentrionale della catena montuosa del Goceano oltre la quale spunta la cima del Monte Lerno di Pattada (1.094 mt. s.l.m.).
Vista verso E-SE; la cima rocciosa al centro è Pizzu de Sa Pedra (1.141 mt. s.l.m.), si nota il lungo muretto che segna il confine col Comune di Bultei; a sinistra si intravedono Benetutti e Nule e alle spalle il massiccio di Montalbo; a destra il Corrasi e quindi i Monti del Gennargentu.
Vista verso S, la piana del Tirso, la Barbagia e sullo sfondo il Gennargentu.
Monte Rasu (a sinistra, 1.259 mt. s.l.m.) e Punta Palai (a destra, 1.264 mt. s.l.m.), tra le cime più alte del Marghine – Goceano.
In direzione OSO il mare antistante Bosa, a 50 chilometri di distanza.
Il Massiccio del Corrasi (Oliena).
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