Breve itinerario sui Monti del Goceano

By simone

Il Goceano è una sub-regione centro settentrionale comprendente i comuni di Anela, Benetutti, Bono, Bottidda, Bultei, Burgos, Esporlatu, Illorai e Nule. Questo breve itinerario ha come oggetto principale le due cime di Monte Rasu (1.259 mt. s.l.m. nel Comune di Bono) e Punta Masiennera (1.156 mt. s.l.m. nel Comune di Anela) con i loro ampissimi panorami circostanti. Spostandoci da una cima all’altra attraversiamo bellissime e fittissime foreste demaniali tra cui l’importante bosco di Sos Nibberos (tassi millenari) e Forest’Anela la quale include anche alcune aree attrezzate per picnic.

Monte Rasu, con i suoi 1.259 mt. s.l.m. è la cima più elevata della catena montuosa del Goceano, sulla sua sommità è installato un gruppo di antenne per TLC.

Nella mappa ho indicato il percorso a partire dalla Foresta di Burgos, percorriamo la SP43 per 3,5 chilometri svoltando a destra sulla SP6 in direzione Bono per poco meno di 4 chilometri e prendendo quindi a destra la Strada Forestale (sterrata ma in buone condizioni) per Sos Nibberos che in breve sale verso la cima del Monte Rasu dove sono posizionate un gruppo di antenne per TLC ed una vedetta antincendio.

Monte Rasu, vista verso N; le pendici settentrionali della catena del Goceano coperte di foreste e sullo sfondo la sub-regione del Monteacuto.

Monte Rasu (il cui nome in sardo indica la cima piuttosto rotondeggiante e piana e/o il fatto che sia spoglio di vegetazione) è la cima più alta della catena montuosa del Goceano ed effettivamente il panorama è molto ampio e suggestivo anche se per via delle antenne bisogna spostarsi in vari punti per osservare in diverse direzioni (in questa pagina una foto a 360°).

Vista verso S; a sinistra l’Alta Valle del Tirso con alle spalle il Massiccio del Gennargentu; al centro la catena montuosa del Marghine con l’alta cima di Punta Palai (1.264 mt. s.l.m.).
Vista del Castello di Burgos e dell’abitato.
La strada forestale di Monte Rasu, qui costeggia una linea tagliafuoco (quota 1.160 mt. s.l.m.). Il versante scende ripido così che oltre gli alberi vediamo sullo sfondo l’Alta Valle del Tirso e quindi il massiccio calcareo del Corrasi e i Monti del Gennargentu.

Riprendiamo la strada in discesa dalla cima verso il Passo Ucc’Aidu dove ci reimmettiamo sulla SP6 in direzione Bono; dopo nemmeno 2 chilometri e subito prima di un tornante, a sinistra imbocchiamo in salita la Strada per Forest’Anela. Questa è una grande foresta demaniale, fitta, ricca di sorgenti e sentieri; dopo 3 chilometri siamo in località Sa Minda (a quota 998 mt. s.l.m.) dove è situata la Caserma della Forestale, l’eliporto del servizio antincendio e un’ampia area attrezzata per picnic, con un piccolo laghetto. In corrispondenza dell’eliporto partono due strade, noi imbocchiamo quella di destra che prosegue in direzione NNE verso Punta Masiennera.

Cantara ‘e Prammuttu, una delle numerose fonti di Forest’Anela.
Forest’Anela, strada forestale per Masiennera.
Segnaletica sentieristica nella radura di località Masiennera.

Dopo circa un chilometro e mezzo siamo in località Masiennera, una radura a 1.088 mt. s.l.m. in corrispondenza di un declivio dal quale proseguono un paio di sentieri; noi invece dobbiamo proseguire in direzione ovest fra gli alberi, la strada è appena segnata ma dopo un centinaio di metri è più chiara e sale velocemente verso Punta Masiennera.

Il paesaggio verso nord; alle spalle del primo gruppo di montagne il Meilogu (verso sinistra) e Monteacuto (verso destra).

Il bosco termina all’improvviso e appare la base granitica di Punta Masiennera, la strada si fa più ripida e in breve siamo in cima, circondati da rocce granitiche frastagliate e bassa vegetazione; vediamo subito il traliccio dell’antenna (per fortuna di piccole dimensioni) e la casetta della vedetta antincendio. Data la conformazione della sommità priva di vegetazione e abbastanza lontana da altre montagne, la vista è profonda in quasi tutte le direzioni (in questa pagina una foto a 360°); verso N-NE la piana del Monteacuto (visibile fino al Monte Lerno di Pattada, 1.094 mt. s.l.m.), verso E-SE i grandi massicci calcarei di Montalbo e del Corrasi, verso S la piana del Tirso, la Barbagia e i Monti del Gennargentu, verso O le montagne del Marghine-Goceano, verso O-NO il Meilogu, il vasto altopiano basaltico di Monte Pelao (alt. max. 730 mt. s.l.m.) e il caratteristico Monte Santo di Siligo (733 mt. s.l.m.) con la sua forma tronco conica.

Vista verso N-NE, la parte settentrionale della catena montuosa del Goceano oltre la quale spunta la cima del Monte Lerno di Pattada (1.094 mt. s.l.m.).
Vista verso E-SE; la cima rocciosa al centro è Pizzu de Sa Pedra (1.141 mt. s.l.m.), si nota il lungo muretto che segna il confine col Comune di Bultei; a sinistra di Sa Pedra si intravedono Benetutti e Nule con dietro il massiccio di Montalbo; a destra il Corrasi e quindi i Monti del Gennargentu.
Vista verso S, la piana del Tirso, la Barbagia e sullo sfondo il Gennargentu.
Monte Rasu (a sinistra, 1.259 mt. s.l.m.) e Punta Palai (a destra, 1.264 mt. s.l.m.), tra le cime più alte del Marghine – Goceano.
In direzione OSO il mare antistante Bosa, a 50 chilometri di distanza.
Il Massiccio del Corrasi (Oliena)

Qui termina questo breve itinerario, dalla radura sotto Punta Masiennera sarebbe possibile discendere a est per proseguire verso Foresta Fiorentini nel Comune di Bultei e chiudere in bellezza la visita delle montagne del Goceano, luogo dell’acqua e di foreste bellissime.

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