Le Tombe dei Giganti

By simone

Questo articolo è dedicato all’architettura funeraria nuragica per eccellenza, concepita durante il II millennio avanti Cristo: le Tombe dei Giganti. Così chiamate per via delle loro dimensioni, sono monumenti funebri collettivi che in pianta hanno le sembianze di una testa taurina stilizzata (collegamento legato al culto del Dio Toro); ne sono state censite 800 sparse in tutta l’Isola con una grande concentrazione nel Marghine e Valle dell’Alto Tirso. Le Tombe dei Giganti sono considerate da molti dei luoghi di grande emanazione energetica e non è raro, durante la visita, trovare persone sdraiate sulle grandi pietre in cerca di un contatto fisico che si dice abbia poteri guaritivi, sia fisicamente che spiritualmente.

Ricostruzione in pianta della Tomba dei Giganti di Coddu Vecchiu (Arzachena). Foto del pannello informativo presente in loco.

La parte posteriore, composta dal corridoio sepolcrale rettangolare e dal tumulo che lo contiene, è sovente la parte più antica dell’opera, ha dimensioni variabili che arrivano ai 30 metri di lunghezza complessiva e fino a 3 metri di altezza; le pareti laterali erano realizzate internamente con grandi monoliti conficcati nel terreno (ortostati) o a filari (opera isodoma) ed esternamente con la sovrapposizione di conci a secco (più o meno sbozzati a seconda del periodo, così come accadeva per i protonuraghe o i nuraghe) mentre la copertura avveniva tramite la posa di larghe pietre a modi soffitto (piattabanda) tumulata poi con terra e pietrame.

Ricostruzione assonometrica di una delle Tombe dei Giganti di Tamuli (Macomer). Foto del pannello informativo presente in loco.

La parte anteriore del monumento, formato nelle opere più antiche da monoliti di varie dimensioni e lavorazione conficcati nel terreno (ortostati) e in quelle più recenti da conci squadrati ben lavorati e sovrapposti in filari (isodomia), ha forma di mezza luna ed è chiamata esedra; questa era l’area consacrata al culto dei morti, alle celebrazioni (legate al culto del Dio Toro e della Dea Madre) e alle offerte della popolazione che veniva a rendere omaggio ai defunti. Negli esempi più antichi al centro dell’esedra era posizionata una stele alta fino a 4 metri nella quale era ricavata alla base una piccola apertura ad arco, forse poi chiusa da un masso, come un portale in comunicazione col regno dell’aldilà; sovente la stele è lavorata, arricchita di bordature e centinata (lavorata ad arco superiormente). In tempi più recenti la stele non è più presente a favore di un portale architravato o ricavato all’interno di un blocco unico.

Tomba dei Giganti di Coddu Vecchiu (Arzachena)

Tomba dei Giganti di Coddu Vecchiu (Arzachena)

La Tomba dei Giganti di Coddu Vecchiu (o Vecchju) è situata ai piedi di una collina nella rinomata zona vinicola di Capichera e a pochissima distanza da un altro bellissimo manufatto nuragico, il Nuraghe La Prisgiona (motivo in più per andare a visitarla). E’ stata edificata in due periodi distinti: intorno al 1.600-1.800 AC venne eretta la camera di sepoltura, della lunghezza totale di 10 metri, mentre un paio di secoli dopo venne aggiunta l’esedra anteriore e la stele; quest’ultima ha un’altezza di 4,04 metri ed è la più alta rinvenuta in Sardegna, è lavorata cosi da ottenere una cornice in rilievo sul lato esterno ed è centinata superiormente; alla base troviamo la classica piccola apertura ad arco di comunicazione (simbolica, essendo molto piccola) con la camera di sepoltura.

L’inizio degli scavi archeologici è del 1966.

Vista laterale della camera di sepoltura e dell’esedra.

Come arrivare: a sud di Arzachena si imbocca la SS427 della Gallura, dopo 1,5 km si svolta a destra sulla SP14 (indicazioni per Coddu Vecchiu segnalate) e dopo altri 2 chilometri a sinistra in località Capichera per Coddu Vecchiu/Nuraghe La Prisgiona (segnalato); in breve si giunge alla biglietteria/informazioni dove è possibile acquistare il biglietto per la visita alla Tomba dei Giganti e al Nuraghe.

Tomba dei Giganti S’Ena ‘e Thomes (Dorgali)

In agro di Dorgali, a qualche chilometro di distanza dal Villaggio nuragico di Serra Orrios, troviamo uno degli esempi più importanti di Tomba dei Giganti: S’Ena e Thomes. Il sito, i cui lavori di recupero (scavo e restauro) sono avvenuti nel 1977, è in aperta campagna e bisogna percorrere un sentiero di circa 500 metri fra la macchia mediterranea prima di intravedere l’alta stele e giungere quindi al sito; l’ingresso è libero.

La Tomba dei Giganti di S’Ena ‘e Thomes è stata datata 1.600/1.800 anni prima di Cristo ed è quindi uno degli esemplari più antichi di questo genere architettonico nuragico. Il corridoio delle sepolture è lungo 11 metri ed è perimetrato da ortostati e copertura a piattabbanda, come risulta chiaro dalla foto qui sotto.

L’interno della camera di sepoltura delimitata dalle pietre conficcate a coltello nel terreno e coperta con lastre orizzontali (piattabanda).

L’esedra è formata dalla stele centrale ai lati della quale sono disposti i monoliti verticali con altezza degradante verso gli esterni; la stele, alta quasi 4 metri, è centinata superiormente ed è stata lavorata ai bordi per risaltarne una profonda cornice ed è provvista della piccola apertura arcuata alla base.

Come arrivare: dalla SS131 DCN uscire a Dorgali/Orosei/Lula e proseguire sulla SP38 in direzione Dorgali per 3.600m metri fino a trovare a sinistra lo spiazza parcheggio; da Dorgali si prende la SS125 in direzione Olbia e dopo 1 km si svolta a sinistra sulla SP38 in direzione Nuoro e dopo 13 chilometri sulla destra si giunge al parcheggio. Da qui un cancello ci immette sul sentiero che in 500 metri circa, tenendo una direzione NE e seguendo alcune frecce composte di sassolini sul terreno, mena al sito di S’Ena ‘e Thomes.

Tomba dei Giganti di Osono (Triei)

La Tomba dei Giganti di Osono.

La Tomba dei Giganti di Osono è situata a quota 250 mt. s.l.m. sul pianoro omonimo che domina la sottostante piana di Tortolì fino al mare e si trova nel territorio del piccolo paese di Triei.

E’ una struttura di notevoli dimensioni, una delle più grandi finora scoperte con l’esedra che raggiunge quasi i 20 metri di ampiezza e il corridoio sepolcrale i 10 metri di lunghezza (con il tumulo si arriva fino a 22 metri); a differenza di altre Tombe dei Giganti qui non è presente una stele bensì un piccolo ingresso con architrave monolitica rivolto a sud. Le pareti della camera funeraria sono composte da grossi blocchi incastrati, similmente a quanto si faceva per erigere i nuraghe, ed il soffitto è a piattabanda. La roccia utilizzata nelle costruzioni è il bellissimo granito locale. L’ingresso è libero.
L’inizio degli scavi è iniziato nel 1989 e l’ultima ristrutturazione è del 1993.

Vista laterale da est; da sinistra l’esedra e quindi la camera funeraria tumulata; sullo sfondo le scenografiche montagnole granitiche coperte di pinete.
I monoliti dell’esedra, in granito.
Le pareti del corridoio funebre sono costituite da grossi massi sovrapposti come per la costruzione dei Nuraghe.
La sottostante piana di Tortolì, in fondo il mare.

Come raggiungere la Tomba dei Giganti di Osono: da Baunei si prende la strada per Triei al km 156.8 della SS125, si scende verso il campo di calcio comunale e dopo una serie di tornanti si arriva in paese (4 km), lo superiamo e troviamo subito le indicazioni verso destra per La Tomba dei Giganti. Da Tortolì proseguire in direzione Baunei sulla SS125 e al km 147 svoltare a sinistra sulla SP55 (indicazione Triei); dopo 5.6 km a sinistra si prende la strada per la Tomba dei Giganti (segnalata).

Tomba dei Giganti di Li Mizzani (Palau)

Siamo nell’entroterra di Palau, fra bellissime e scenografiche alture granitiche e boschi di macchia mediterranea. La Tomba dei Giganti di Li Mizzani è di dimensioni minori rispetto ad altre; il corridoio funebre è lungo 6,10 mt. e largo circa un metro, le mura interne sono costituite da filari di pietroni e il fondo è chiuso da un ortostato con la parte superiore arcuata; l’ampiezza dell’esedra è di 12 metri circa, essa è composta da filari di pietre tra le quali sono posizionate verticalmente le lastre di grandezza maggiore rimanendo alla base una sorta di basso bancone forse utilizzato per la posa delle offerte. La stele, centinata ma senza decorazioni sul bordo, ha dimensioni abbastanza ridotte rispetto al solito ed è alta 2,8 mt. per 1,5 mt di larghezza e 25 centimetri di spessore; presenta la piccola apertura ad arco alla base che stranamente sembra decorata sul lato interno e non esternamente. Il materiale di costruzione è ovviamente il granito locale. L’ingresso è libero.

Il sito fu scavato nel 1966.

Vista laterale, si notino sia la stele che la tecnica a filari per le pareti del corridoio funebre.

Come arrivare alla Tomba dei Giganti di Li Mizzani: al km 44 della SS133 di Palau si imbocca (all’altezza di un grande vivaio dalla parte opposta della strada) la Via Monti Canu, con indicazione per Tomba dei Giganti/Chiesa Sant’Antonio. La strada ha qualche deviazione, diciamo che la direzione da mantenere è sempre sud (4,3 km in totale dalla SS133 al parcheggio del sito).

Tombe dei Giganti di Tamuli (Macomer)

Ci troviamo nel Marghine, sub-regione centro occidentale della Sardegna ed area con maggior densità di Tombe dei Giganti. Tamuli, in agro di Macomer, è un importantissimo complesso nuragico e un compendio che include quasi tutti le tipologie di archeologia nuragica essendo presenti tre Tombe dei Giganti, sei Betili, un Nuraghe ed un villaggio di capanne alcune delle quali in perfette condizioni. Di seguito è illustrata la parte relativa alle Tombe dei Giganti.

A questa tipologia di opere funerarie appartengono tre distinti esemplari posizionati in linea a poca distanza l’uno dall’altro, tutti rivolti a sud est e ad una distanza di circa 150 metri dall’insediamento del villaggio; la tecnica costruttiva adottata è quella isodoma ovvero a filari di grosse pietre e conci di diverse dimensioni, squadrati e sovrapposti. Le Tombe “A” e “B” erano note già dal 1800 e descritte dal La Marmora ma gli scavi per il ripristino risalgono al 1973.

Tomba dei Giganti “A”

La Tomba dei Giganti “A“, sullo sfondo a sinistra i betili e il Nuraghe.

E’ la meglio conservata delle tre presenti a Tamuli e quella che ha i sei betili sul suo fianco sinistro (dei quali si parla sotto); qui è abbastanza chiara la tecnica di costruzione, il tipo di disposizione isodoma delle grosse pietre squadrate a formare le pareti interne della camera di sepoltura e quelle esterne che delimitano il tumulo e alcuni di questi conci denotano una cura particolare nella loro lavorazione come l’ortostato presente nel portale e nel quale si vede ricavato parte dell’ingresso. L’intero corpo tombale misura 14,4 mt. per un massimo di 7,32 mt. di larghezza; il corridoio delle sepolture ha dimensioni di 9,5 mt. per 1,3 mt. di larghezza. L’esedra ha invece un’ampiezza di 14,6 metri e presenta lungo la sua base il sedile per le offerte.

Prospetto in pianta della Tomba dei Giganti “A” allo stato attuale, sulla sinistra i 6 betili (foto del pannello informativo presente in loco).
Dettaglio di alcune pietre ben lavorate tra cui quella del portale d’accesso al sepolcro.

Immagine a 360°

Tomba dei Giganti “B”

Tomba dei Giganti di Tamuli “B”.

Anche di questa Tomba rimangono chiari resti della sua conformazione a sepolcro ed esedra, sebbene sia meno conservata della Tomba “A”; l’esedra ha ampiezza di 14,4 metri, il copro tombale una lunghezza di 11,4 metri mentre il corridoio di 8,20 metri; da rilevare è la pavimentazione della camera sepolcrale ancora in sede e fatta da grosse lastre ben incastrata fra le pareti.

Dettaglio dell’ingresso dove si notano le grosse lastre della pavimentazione.
Prospetto in pianta della Tomba dei Giganti “B” allo stato attuale (foto del pannello informativo presente in loco).

Tomba dei Giganti “C”

Tomba dei Giganti di Tamuli “C”.

La Tomba “C” è la più incompleta delle tre; ha dimensioni minori delle altre due e l’esedra è mancante, cosa che la fa ritenere più una sepoltura dolmenica; rimangono invece un chiaro segno del tumulo, lunghezza 8 metri, e del corridoio delle sepolture, lunghezza 2,2 metri, delimitati da grossi massi e lastre di pietra.

Dettaglio sull’ingresso e la camera sepolcrale che risulta ancora ben delimitata da grossi monoliti.

I Betili

Il gruppo dei betili, sullo sfondo il Nuraghe.

Una delle particolarità del sito di Tamuli è la presenza dei 6 betili in roccia basaltica posizionati accanto alla Tomba “A”; i betili sono pietre ben lavorate, in questo caso a forma conica, che erano ritenute sacre in quanto all’interno di esse dimoravano le divinità; tre betili soni lisci con altezze fra i 95 e i 108 centimetri e identificano divinità maschili (culto del Dio Toro), tre hanno due sporgenze mammellari nella parte superiore a identificare divinità femminili (la Dea Madre), l’altezza dai 124 ai 140 cm.

Vista d’insieme dei betili e della Tomba “A”.
La triade dei Betili femminili, si notano le due sporgenze sulla parte superiore.

Come arrivare a Tamuli: a nord ovest dell’abitato di Macomer si imbocca la SP43 in direzione Santu Lussurgiu/Tamuli (indicato) per 4 km quando si svolta a destra per località Monte Sant’Antonio/Tamuli (indicato); dopo 3 km giungiamo al parcheggio del sito. L’ingresso è a pagamento e permette di visitare oltre le Tombe dei Giganti anche il Nuraghe ed il Villaggio.

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