Altopiano del Golgo (Baunei)

By simone

A monte dell’abitato di Baunei si imbocca la strada comunale che dopo alcuni tornanti raggiunge a quota 650 mt. s.l.m. quello che è noto come Supramonte di Baunei, caratterizzato da alti rilievi calcarei e profonde gole e che da qui si estende verso nord fino a Cala Luna; il panorama spazia sulla vasta piana che da Tortolì arriva a Triei, ai piedi di Baunei.

Dopo circa un chilometro fra bassa vegetazione e rilievi calcarei il tracciato discende e si incunea fra bellissimi boschi percorrendo Bacu Bia Maore e Bacu Golgo, giungendo dopo 7 chilometri circa in località Golgo.

L’Altopiano del Golgo è un tavolato basaltico che poggia sull’esteso tacco calcareo dominante in tutto il Supramonte; è esteso circa due chilometri e mezzo in direzione N-S ad una quota media di 400 metri ed è delimitato a sud da Sa Serra Sa Murta (alt. max 720 mt. s.l.m.), a ovest dalle pendici di Punta Giorgia (742 mt. s.l.m.), a NO-N da Bacu Dolcolce, a NE da Bacu Lotzuli e a est da Bacu ‘e Sterru.

I bellissimi boschi che attraversiamo in direzione del Golgo.
Macchia mediterranea del Golgo.

Attraversiamo l’area meridionale e centrale dell’Altopiano che presentano una copertura a macchia mediterranea medio bassa, leccio, ginepro e olivastri (tra i quali alcuni plurisecolari) e tutte intorno le tipiche alture calcaree con altezze fra i 650 e 780 metri (s.l.m.); alla nostra destra notiamo una strada sterrata con numerose segnalazioni tra le quali l’indicazione per raggiungere la rilevanza naturalistica più importante del luogo: la Voragine del Golgo o Su Sterru.

Olivastro millenario sulla strada per la Voragine del Golgo, nella parte centro-orientale dell’Altopiano del Golgo.

In breve raggiungiamo uno slargo dove parcheggiamo, da notare che la strada sterrata continua per altri 700 metri fino al parcheggio dal quale parte il sentiero per Cala Goloritzè. Ci dirigiamo verso la Voragine attraversando l’area indicata come As Piscinas, un bosco che circonda grandi vasche delimitate da rocce basaltiche dove si raccoglie l’acqua piovana determinando una preziosa riserva idrica per bestiame e fauna locale anche d’estate; l’Altopiano del Golgo era frequentato già in epoche pre nuragiche e si può pensare che il luogo in cui siamo fosse di particolare importanza già allora e che la creazione delle vasche possa essere stata facilitata aggiungendo ad hoc, alla preesistente conformazione rocciosa, massi di diverse dimensioni così da contenere la maggior parte dell’acqua piovana.

As Piscinas è un luogo fiabesco dall’atmosfera molto particolare, ogni tanto un asinello o una mucca incrociano il nostro passo per abbeverarsi alle vasche, attraversiamo il boschetto fra grandi massi coperti di muschio e circondati da piccoli olivastri mantenendoci verso il lato sinistro dell’area fino a giungere a un sentierino a sinistra con un grosso masso con inciso “Su Sterru“, lo imbocchiamo e dopo qualche decina di metri sulla sinistra siamo al ciglio della Voragine del Golgo.

Indicazione per la Voragine del Golgo, arrivando da As Piscinas.

Questo enorme sifone si è creato a causa dell’incessante lavorio di disgregazione carsica, tipica del Supramonte, della placca calcarea che sostiene il manto basaltico dell’Altopiano il quale non più sorretto è crollato lasciando una voragine a campata unica della profondità di 270 metri (una delle più profonde d’Europa) e un diametro medio di 25 metri che diventano 40 nella camera alla base; l’esplorazione ha evidenziato come lo spessore della placca basaltica occupi i primi 25 metri dal livello del terreno lasciando poi spazio alla placca calcarea che prosegue fino alla base del sifone. Il tipico microclima della Voragine ha permesso solo ad alcune specie botaniche ed animali, come il Geotritone Sardo, di poterne abitare le pareti. L’accesso è interdetto se non agli specialisti speleologi e l’area è recintata per evitare un incauto avvicinamento ma anche dall’esterno e da una certa distanza la Voragine del Golgo procura forti sensazioni.

Voragine del Golgo.

Ritorniamo sulla strada principale asfaltata e proseguiamo verso l’area settentrionale del Golgo; questa è caratterizzata da vasti spazi aperti dove già anticamente doveva essere concentrata l’attività agro-pastorale e tuttora pascolano in libertà capre, maiali, mucche e asinelli. Da qui prosegue la strada verso Codula Sisine e diversi altri sentieri che si dirigono alle numerose forre intagliate nel gruppo montuoso fra qui e il mare.

Il tavolato basaltico dell’altopiano, rispetto al circostante territorio calcareo, è un substrato più favorevole per un terreno adatto all’attività agro-pastorale.
L’area settentrionale del Golgo, sullo sfondo si intravede la chiesetta campestre di San Pietro in Golgo e alle spalle Bruncu ‘e Pisu (628 mt. s.l.m.).

Di particolare interesse la chiesa campestre di San Pietro in Golgo (qui un articolo per approfondire) eretta nel XVII secolo circa grazie al contributo dei pastori che, non potendo allontanarsi dalla zona per recarsi in Paese, potevano così non rinunciare alle funzioni religiose. Caratterizzata dalla squadrata e minimale facciata bianca che contrasta col paesaggio circostante, la chiesetta è circondata da un muro a secco e da alcune piccole costruzioni, le cumbessias, che ospitavano i fedeli durante le giornate di commemorazione del Santo; davanti al cancello d’ingresso all’area della chiesa di grande rilievo è il betilo antropomorfo di epoca nuragica.

Chiesa campestre di San Pietro in Golgo, in primo piano il betilo antropomorfo di epoca nuragica.
La caratteristica facciata bianca della chiesa di San Pietro in Golgo addobbata in concomitanza con la ricorrenza del festeggiamento al Santo.

A sud ovest della chiesetta sono presenti due grandi pozzi circolari composti da conci di basalto assemblati come si faceva per i nuraghe e quindi conosciuti come “pozzi nuragici” ma che invece non sembrano appartenere a quell’epoca.

Nella stessa area ci sono il Centro ippico ed il Maneggio del Golgo e poco più a ovest il Rifugio Cooperative Goloritzè, dotato di ristorante e alcune camere (aperto tendenzialmente fra aprile e ottobre) e con due begli esemplari di pinnettos con tetto in ginepro.

I bellissimi pinnettos nello spiazzo a fianco del Rifugio Goloritzè.
Punta Giorgia (a sinistra 742 mt. s.l.m.) e Punta De Turru (a destra 776 mt. s.l.m.); in mezzo la valle di Bacu Dolcolce che costeggia la parte nord occidentale dell’Altopiano e contribuisce più a nord a formare Codula Sisine.
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