Percorso MTB ad anello Palmavera-Des Daus-Murone

By simone
Vista panoramica qualche centinaio di metri dall’inizio dell’itinerario, ai piedi di Monte Palmavera; sulla sinistra si può vedere l’omonimo Nuraghe sul cui sfondo i monti di Punta Giglio e il tratto di costa del Lazzaretto; a destra la Baia di Porto Conte e sullo sfondo Monte Timidone.



Questo itinerario ad anello è stato descritto come da me percorso, in senso orario, in mountain bike ma può essere ovviamente effettuato, con tempi di percorrenza maggiori, anche a piedi.

Lunghezza: poco più di 9 chilometri.
Difficoltà (soggettivo): nessuna, se non per un breve tratto a N-NW di Punta Murone (vedi oltre).
Tipo di fondo: carrareccia in terra battuta, ciottolosa con rocce affioranti, raramente molto sconnessa, sempre di buona larghezza.
Tempo di percorrenza (soggettivo): 45/60 minuti.

Questo breve percorso ad anello si sviluppa intorno ai tre rilievi carbonatici mesozoici, coperti da bellissimi e intricati boschi, a sud di Monte Doglia: Monte Palmavera, Monte Des Daus, Monte Murone.

Pedalando nel bosco, ogni tanto fra gli alberi si aprono viste sul paesaggio: la baia di Porto Conte e Capo Caccia.

L’itinerario è ricco di fascino sia per i vasti panorami che via via si aprono alle spalle del Nuraghe Palmavera, sulla Baia di Porto Conte e Capo Caccia, sull’ampio Golfo di Torre Porticciolo e Porto Ferro, sulle vallate interne a sud del Monte Doglia e quindi ancora verso il mare sulla rada di Alghero e il suo entroterra, sia perchè si snoda per buona parte attraverso un magnifico bosco che garantisce generose parti d’ombra anche in piena estate; il percorso non presenta particolari difficoltà, se non nell’unico tratto un po’ più sconnesso e in pendenza compreso fra la selletta a nord di Monte Murone, punto di altimetria maggiore a 220 mt slm, e i circa 6/700 metri di percorso in direzione SW (vedi in mappa l’area evidenziata in arancione); il fondo della carrereccia è in terra battuta con ciottolame/ghiaia (detriti calcarei tipici dell’area) e con affioramenti rocciosi di svariate dimensioni, anche in banchi più o meno appiattiti.

Il tornante prima della selletta di Monte Murone, preceduto da qualche tratto più in salita, con bancate di rocce che invadono la carreggiata, sono comunque pochi metri. Il panorama bellissimo su Porto Conte e ancora a destra, fuori dalla foto, la baia di Torre Porticciolo, Porto Ferro e Capo dell’Argentiera.

Non c’è un punto di partenza ideale per iniziare l’itinerario, in carta ne sono segnati alcuni (pin di colore blu); l’anello è percorribile in senso orario e antiorario:
– in senso orario (come l’ho percorso io) si inizia in leggera salita (brevi tratti leggermente più erti) o in piano per 3 km circa e, mentre ci si scalda un po’ le gambe, si godono i bellissimi panorami al di sopra del Nuraghe Palmavera, verso la Baia di Porto Conte, Capo Caccia, Monte Timidone e quindi fino a Capo dell’Argentiera; segue poco più di un chilometro (fino al punto ad altimetria maggiore, 220 metri s.l.m.) dove il percorso mette un po’ più alla prova, per via del sopracitato tratto in salita prima della selletta a nord di Monte Murone, la pendenza in certi punti tira ed il fondo è più sconnesso; ovviamente la cosa è soggettiva dipendendo dall’allenamento e un po’ anche dalla tecnica che si possiede; passata la selletta il percorso sul versante orientale del Monte Palmavera è tutto in discesa, molto divertente e veloce, l’unica accortezza è per qualche sasso rotolato o un calcare più affilato, con panorami sulla rada di Alghero e verso l’entroterra della Nurra, fino alla ciclabile a lato della SS127bis, il punto ad altimetria minore (60 mt s.l.m.), che chiude il percorso.

L’ampia valle fra Monte Doglia e S’Arenosu; sulla sinistra le pendici orientali del Monte Palmavera, a destra il Monte La Giorba.

In senso antiorario la salita a partire dalla ciclabile e fino all’altimetria maggiore è diluita in parecchi chilometri a cui segue il tratto in discesa dalla selletta di Monte Murone (che nel senso orario risultava più faticoso per la pendenza) che risulta molto divertente tanto più se si possiede un po’ di tecnica (la cosa rimane quindi sempre soggettiva). Gli ultimi 3 chilometri rimangono sempre in leggera discesa o in piano, ottimo per godersi il panorama verso la costa.

L’ultimo tratto in discesa regala una fantastica visuale sulla Rada di Alghero fino a Capo Marrargiu. Sulla destra l’altura delle Antenne a SE di Monte Palmavera.

Variante di Monte La Giorba

Strada sterrata pedemontana di Monte La Giorba.

Scesi dalla selletta di Monte Murone e giunti al bivio per la discesa di Monte Palmavera, è possibile imboccare la stradina bitumata (verso destra) per 700 metri fino al tornantino dal quale a sinistra parte la sterrata pedemontana di Monte La Giorba, tutta in discesa, fondo poco sconnesso a parte tratti con roccioni calcarei; lo sterrato effettua un giro ad anello dei Monti La Giorba e Vaccargiu ricongiungendosi alla strada bitumata a mezza costa del Monte Doglia; volendo è possibile lasciare lo sterrato (vedi pin rosso) e continuare la discesa fino alla Strada vicinale La Giorba reimmettendosi poi sulla SS291 fino alla rotonda di Fertilia.

Vista della Rada di Alghero dallo sterrato di Monte La Giorba.

Specialmente nella parte nord-orientale del percorso ci sono alcune deviazioni interessanti che permettono tra le altre di arrivare in cima a Monte Doglia, Monte Murone, Monte Palmavera (vedi nella mappa i pin di colore giallo); non le ho ancora percorse per cui ne parlerò quando avrò l’occasione di provarle.

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