Percorso MTB di Punta Giglio

By simone
La falesia di Punta Giglio, spettacolare testimone della piattaforma carbonatica del Cretacico superiore alta più di 70 metri, è un po’ lo spartiacque fra la Rada di Alghero e la Baia di Porto Conte.



Punta Giglio è una delle mete escursionistiche più note dell’Algherese, caratterizzata dalla varietà del paesaggio e dagli scorci mozzafiato sulla Baia di Porto Conte, Capo Caccia e la Rada di Alghero, oltre che per il bellissimo bosco che circonda ogni cosa ed i numerosi sentieri che necessitano più di una visita per essere percorsi integralmente. L’ingresso al Parco è in corrispondenza del porticciolo di Porto Conte ed è gratuito per gli Algheresi mentre per i non residenti il ticket d’ingresso è di 3€ (giugno 2020).

Lunghezza del percorso ad anello:
– dall’ingresso del Parco a Punta Giglio: 3,5 km circa
– da Punta Giglio a Cala di Porto Agra: 4,3 km circa
– da Porto Agra all’ingresso del Parco (passando per Maristella): 3,5 km circa

Da Porto Agra fino al bivio per Lazzaretto e Bombarde seguendo la strada sulla costa, sono 3 km di asfalto.

Viste sulla Baia di Porto Conte e Capo Caccia si aprono fra la boscaglia.

L’itinerario parte dal parcheggio e dalla biglietteria su una carrareccia sempre di buona larghezza e con un fondo in terra battuta e pietrame ben tenuto dalla Forestale; fatta eccezione per i primi 500 metri in salita, la strada si sviluppa poi sempre in piano o con leggeri dislivelli fino a Punta Giglio.
Terminata la salita iniziale troviamo una deviazione (segnata da cartello sentieristico) che a destra scende verso la costa e la località La Bramassa per poi ricongiungersi dopo 2,3 km al sentiero per Punta Giglio, ma il tratto finale in salita è un po’ sconnesso e pietroso (potrebbe essere un’alternativa per tornare all’ingresso del Parco tornando da Punta Giglio ed escludendo il percorso fino a Cala di Porto Agra).
Tralasciamo la deviazione e proseguiamo immersi nel bellissimo ed intricato bosco di macchia mediterranea, pini e palme nane, con scorci sulla Baia di Porto Conte; dopo 1,7 km circa passiamo accanto a una piccola radura dove a sinistra una deviazione (segnata da cartello sentieristico) ci permetterà, tornando da Punta Giglio, di proseguire l’itinerario che ci condurrà in direzione di Porto Agra. Passata la radura, dopo poche centinaia di metri la vista si apre sullo spettacolare promontorio di Capo Caccia, un assaggio del più vasto panorama che ci attende a breve; dopo un’ampia curva verso sinistra siamo nell’ultimo tratto rettilineo finalmente in vista della bianchissima falesia di Punta Giglio e quasi subito sulla sinistra notiamo una piccola costruzione in muratura, alta poco più di 2 metri, che cinge l’ingresso della voragine carsica di Su Dasterru, profonda una quindicina di metri ed in comunicazione con un’altro ingresso posizionato poco più a sud.

La voragine di Su Dasterru, protetta dal muretto per evitare incauti avvicinamenti; sullo sfondo Capo Caccia.

Dopo 150 metri siamo all’ingresso dell’area di Punta Giglio, il sentiero un po’ sconnesso dirige, fra roccette e banchi calcarei, fino alla punta della falesia; notiamo la presenza, fra la macchia mediterranea e abbarbicate sul costone di roccia, di alcune costruzioni in muratura o pietre calcaree che risalgono alla Seconda Guerra Mondiale quando tutta l’area di Alghero era fortemente presidiata e qui a Punta Giglio era attiva un’importante postazione antiaerea; nonostante l’evidente contrasto con la natura selvaggia che ci circonda, queste costruzioni sono una testimonianza storica di quel periodo, come per esempio le iscrizioni di motti fascisti all’interno della caserma che notiamo sulla sinistra del sentiero diretti alla Punta (interessanti, ripeto, dal punto di vista storico, non certo ideologico).

Interno della caserma di Punta Giglio e le scritte esortative del regime fascista.
Una delle fortificazioni della Seconda GM a Punta Giglio; la similitudine con un Nuraghe non sarà così casuale.

Ed eccoci infine all’estremità di Punta Giglio, in cima alle falesie calcareo-dolomitiche residuo della piattaforma carbonatica formatasi, insieme a parte della penisola di Capo Caccia, nel Cretacico superiore; questo eccezionale punto panoramico a 70 metri sul livello del mare regala una visuale estesissima sulla costa occidentale sarda: a ovest la Baia di Porto Conte e l’imponente Capo Caccia; a sud Alghero, gli altopiani di Villanova Monteleone, Capo Marrargiu e, visibilità permettendo, addirittura la Penisola del Sinis!

Vista da Punta Giglio verso sud; Alghero a centro foto e sulla destra la vista si perde fino al Sinis. Sulla sinistra si nota la falesia calcarea del Cretacico piegata dagli eventi geologici del Cenozoico.
Vista verso ovest; l’inconfondibile sagoma di Capo Caccia, una delle bellezze della Sardegna intera e in primo piano le bianche scogliere di Punta Giglio.

Personalmente passerei molto tempo ad ammirare il panorama e gli spettacolari salti a strapiombo sul mare, ma conoscendo il secondo tratto di itinerario verso Porto Agra, dopo un po’ il ritorno in sella diventa imprescindibile. Ritorniamo alla carrareccia fino alla radura vista in precedenza, dalla quale parte il sentiero (ora sulla destra) fino a Porto Agra. Dalla carrareccia si passa ad un sentiero più stretto, sempre di larghezza adeguata almeno nel primo tratto, ma il fondo è molto più ciottoloso e fuori stagione (fintanto che la Forestale o altri bikers non ripristinino l’ordine) spesso intralciato da rami più o meno spessi, per cui l’attenzione deve eventualmente rimanere alta.

Tratto ascendente del sentiero fra Punta Giglio e Porto Agra.

I primi 300/400 metri sono in penepiano e seguono 6/700 metri più in salita fino alla selletta fra Monte Rudedu e Punta de Rumani ai quali segue un discesone su fondo pietroso e sconnesso, un po’ tecnico ma fattibile, e poi un bellissimo, veloce single track fra gli alberi fino alla deviazione per Porto Agra (io tengo la sinistra a metà percorso quando a destra un cartello manda per Porto Agra, non ho mai fatto quel sentiero preferendo continuare sul single track); non sono uno smanettone, mi ritengo anzi abbastanza prudente, ma dopo aver fatto il tracciato tre o quattro volte non posso che lasciarmi tirare dalla leggera forza di gravità e divertirmi parecchio, conscio che qualche masso può essere rotolato o qualche ramo nel frattempo caduto sul percorso e quindi presto massima attenzione a quel che mi aspetta una decina di metri innanzi.
Finiamo l’esperienza nel bosco alla striscia taglia fuoco in prossimità della costa, a destra svoltiamo se vogliamo andare a Porto Agra che raggiungiamo dopo poche decine di metri.

Cala di Porto Agra, mare cristallino.

Porto Agra è una bellissima cala di ciottoli e scogli di blocchi calcarei o frastagliati, un’acqua trasparente e ricca di colori davanti alla quale sta solo l’orizzonte del mare; lo stesso mare che nelle libecciate oltre a riversare sulla battigia centinaia di tronchi, rami e canne provenienti dal circondario, omaggia anche di carcasse di plastica, reti e oggetti simili; il fascino rimane devo dire indubbio e se la temperatura lo consente ci sta ovviamente anche il bagno!
Da Porto Agra ci sono due possibilità: ritorno all’ingresso del Parco procedendo a ritroso sulla taglia fuoco precedente e procedendo in direzione nord-ovest prima attraversando Maristella e poi sulla SS127bis a sinistra fino a Porto Conte (vedi mappa); tornare sul sentiero alle spalle di Porto Agra, puntare verso destra in direzione SE fino ad imboccare la strada verso Lazzaretto e Bombarde (vedi mappa) ed eventualmente fino ad Alghero.

This entry was posted in Itinerari, Luoghi, Luoghi panoramici, MTB, Paesaggi e natura, Tutti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *