Capo Caccia (Alghero)

Capo Caccia, vista aerea in corrispondenza dell’Isola Foradada.

Capo Caccia è un imponente promontorio calcareo-dolomitico formatosi fra il Giurassico ed il Cretacico, quando la Sardegna era ancora contigua a Provenza e Catalogna ovvero al margine sud europeo lungamente invaso dal mare con condizioni da lagunare a mare basso e aperto e relativa formazione di una potente ed estesa piattaforma carbonatica; intense fratturazioni e poderosi basculamenti hanno dislocato, in milioni di anni, questi bastioni calcareo-dolomitici fino alle quote attuali.


Capo Caccia chiude la Baia di Porto Conte, insieme a Punta Giglio sul lato opposto, riparandola dal Maestrale e costituisce il limite nord occidentale della Rada di Alghero.
Le monumentali falesie a picco sul mare, alte centinaia di metri, e le sue bellissime isole Foradada e Piana, ne fanno uno dei monumenti naturali più conosciuti dell’Isola e tutta l’area, insieme con la Baia di Porto Conte, è inclusa nell’Area Marina Protetta di Capo Caccia e Isola Piana. Il promontorio di Capo Caccia, per via della sua origine carbonatica, è sede di intenso carsismo che ha prodotto grotte quali la spettacolare Grotta di Nettuno, visitabile via mare con barche che partono dal porto di Alghero oppure a piedi scendendo la spettacolare Escala de Cabirol, la Grotta Verde, dove sono stati rinvenuti numerosi reperti di epoca pre-nuragica, insieme ad altre numerose grotte attualmente sotto il livello del mare.

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