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Bosco di Ortachis (Bolotana)

Paesaggio bucolico nel Bosco di Ortachis (Bolotana). Pianoro dopo il cancelletto nell’area più elevata con evidenza del grande ammasso roccioso ed il pinnettos

Nei monti di Bolotana, e nello specifico alle pendici settentrionali di Punta Palai, il monte più alto del Marghine, troviamo lo splendido e placido Bosco di Ortachis, un luogo dal grande fascino naturalistico, bucolico, da favole.
L’area, ad un’altitudine poco superiore ai 1.000 m, si sviluppa da una zona più elevata discendendo verso la vallata del Riu Biralotta (uno dei principali affluenti del Fiume Coghinas) il quale, raccolte le acque a nord di Punta Palai, crea una prima cascata a Ortachis e, dopo un percorso sinuoso di poco più di 1 km in direzione nord, le più note Cascate Mularza Noa.

L’accesso all’area di Ortachis è dalla SP17 (che collega la SS131 a Bolotana) con un ingresso nella parte più elevata (Ortachis vero e proprio) e uno più a valle, circa 1.200 m dopo presso il Parco di Pabude. Dall’ingresso nell’area più elevata, tramite cancello da richiudere per la presenza di qualche mucca, si accede a un pianoro circondato dagli alberi e ai piedi di un grosso ammasso roccioso costituito, come tutta la zona, da ammassi vulcanici di ignimbriti oligo-mioceniche che formano grandi blocchi che sembrano impilati quasi a voler erigere un qualche tipo di struttura; sulla sommità di questo ammasso roccioso, facilmente raggiungibile, è posta la statua della Madonna di Ortachis e vi sono i resti, in realtà ben poco apprezzabili, del Nuraghe Ortachis. Ai piedi del roccione, in corrispondenza della statua della Madonna, è posto un altare e, a pochi metri sulla destra, un bellissimo pinnettos e i ruderi di strutture pastorali di epoca storica.

Filari della base del Nuraghe Ortachis
Grande roccione vulcanico con l’altare ai piedi della Madonna di Ortachis
Vista del bel pinnettos dalla sommità del roccione

Prima di inoltrarsi nel bosco è d’obbligo una breve discesa dal pianoro in direzione ovest (a sinistra del roccione) che ci porta al primo salto del Riu Biralotta, la pittoresca cascata di Ortachis che, sebbene meno nota della cascata di Mularza Noa, crea uno scenario davvero suggestivo con la sua nuda roccia vulcanica aggentilita dalla fitta vegetazione che racchiude il corso d’acqua.

La pittoresca cascata di Ortachis
Riu Biralotta nel suo tratto iniziale ai piedi della cascata

Tornati al pianoro ci dirigiamo in direzione nord-est discendendo in libera un dolce versante ricoperto da un meraviglioso e fitto bosco composto in gran parte da roverelle e disseminato di roccioni vulcanici ricoperti di muschio.

Tasso solitario tra le roverelle del Bosco di Ortachis
Tronchi e rocce ricoperti di muschio
Abbeveratoio di Ortachis

Dopo poche centinaia di metri incontriamo nuovamente il Riu Biralotta che qui scorre sinuoso in un tratto pianeggiante decisamente bucolico dove sovente pascolano mandrie di mucche; seguendo il corso del torrente, ricoperto in primavera da splendidi ranuncoli acquatici bianchi, arriviamo nei pressi del bordo settentrionale di quest’area pianeggiante che termina bruscamente, a causa di una faglia, dove il Riu Biralotta forma le Cascate Mularza Noa, una delle più note della Sardegna per le incantevoli caratteristiche paesaggistiche e morfologiche e per la sua facile accessibilità.

A questo link trovate un itinerario con mappa che riassume le località più belle di quest’area di Bolotana.

Il placido e sinuoso Riu Biralotta in primavera, ricoperto da ranuncoli acquatici
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