Capo Caccia (Alghero)

Vista di Capo Caccia dai pressi di Torre della Pegna (più o meno a metà della costa occidentale del promontorio).

Il promontorio di Capo Caccia è senza dubbio uno degli scenari naturalistici e paesaggistici più belli della Sardegna. La sua tipica e riconoscibile silhouette è ben visibile non solo dalla città di Alghero ma anche da decine di chilometri di distanza lungo la costa più a sud.
Le falesie e i costoni di roccia a picco sul mare, che bordano l’articolato promontorio di Capo Caccia quasi interamente con altezze fra le poche decine di metri e gli oltre 300 metri di Punta Cristallo, hanno una fisionomia talvolta netta, continue e precipiti sul mare, altre volte più composita, con guglie, valloni e terrazzamenti che frammentano le falesie ma sempre e comunque a strapiombo.
La mia personale sensazione è sempre stata quella che questo braccio di terra fosse appena emerso dal mare, cosa che è invece accaduta alla fine del Cretacico, quasi 70 MA fa; infatti l’imponente promontorio calcareo-dolomitico appartiene all’estesa piattaforma carbonatica instauratasi fra la Sardegna e la costa iberico-provenzale (alla quale al tempo l’Isola era contigua) che facevano parte del margine passivo sud europeo trasgredito ampiamente durante l’apertura dell’Oceano ligure-piemontese (Tetide alpina) fra Giurassico e Cretacico; nel Cretacico finale si ebbe l’emersione della piattaforma carbonatica (Fase laramica) ed in seguito fra il Terziario ed il Quaternario intense fratturazioni e poderosi basculamenti hanno dislocato, in milioni di anni, questi bastioni calcareo-dolomitici fino alle quote attuali.

Capo Caccia, vista aerea in corrispondenza dell’Isola Foradada.


Il promontorio di Capo Caccia, insieme a Punta Giglio sul lato opposto, delimita la Baia di Porto Conte e costituisce il limite nord occidentale della Rada di Alghero. Tutta l’area ha un rilevantissimo valore naturalistico tanto che il tratto di costa fra Punta delle Gessiere (all’estremità nord occidentale del promontorio di Capo Caccia) e Porto Agra (ad est di Punta Giglio), inclusa l’insenatura di Porto Conte, costituisce l’Area Marina Protetta (AMP) di Capo Caccia e Isola Piana, soggetta a restrizioni di diverso tenore (fino a riserva integrale) a seconda delle zone; inoltre, tutto il promontorio di Capo Caccia è incluso nel più ampio Parco Naturale Regionale di Porto Conte, a sottolineare il pregio di tutto quest’area dell’Algherese.
Di fronte alle falesie del lato occidentale del promontorio si trovano le bellissime isole calcareo-dolomitiche Foradada e Piana, rispettivamente a 300 e 100 metri dalla costa, che arricchiscono ulteriormente di fascino il contesto costiero ed il paesaggio in genere; l’Isola Foradada deve il suo nome alla grotta che l’attraversa alla base da parte a parte; l’Isola Piana è una delle due riserve integrali dell’AMP per cui non è possibile nessun tipo di attività in mare e nemmeno l’accesso sull’isola, che è un importante luogo di nidificazione; ugualmente interdetto è il tratto di terraferma intorno a Punta Cristallo, sulle cui falesie nidifica il Grifone.
Il promontorio di Capo Caccia, per via della sua origine carbonatica, è sede di intenso carsismo che ha prodotto numerose grotte, alcune delle quali subacquee, tra le quali la spettacolare Grotta di Nettuno, visitabile via mare con barche che partono dal porto di Alghero o da Cala dragunara (nella Baia di Porto Conte) oppure a piedi scendendo la spettacolare Escala de Cabirol, e la Grotta Verde, importante poichè vi sono stati rinvenuti numerosi reperti oltre a graffiti di epoca prenuragica(Neolitico antico).

Vi sono numerosi sentieri che permettono di godere appieno il fascino naturalistico e paesaggistico di Capo Caccia; il più spettacolare probabilmente è quello che permette di raggiungere Torre della Pegna, manufatto risalente al periodo della dominazione spagnola del 1500 eretto a 270 metri d’altezza a picco sulla sottostante falesia, più o meno a metà della costa occidentale del promontorio; il tracciato per raggiungerla costeggia le falesie per circa tre chilometri lungo i quali si godono maestosi paesaggi a 360° immersi nella macchia mediterranea (qui un articolo che ne parla in dettaglio).

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