Foresta pietrificata di Carrucana (Martis)

Appena fuori e ad est dal paese di Martis, in località Carrucana, troviamo il bellissimo sito della Foresta pietrificata di Carrucana, parte del Parco Paleobotanico dell’Anglona; è un luogo eccezionale poichè vi sono stati rinvenuti fossili di piante appartenenti all’inizio del Miocene che per una serie di eventi geologici si sono potuti conservare fino ad oggi.

Circa 20 milioni di anni fa, all’inizio del Miocene, l’Anglona (la sub-regione storica in cui si colloca il territorio di Martis) era un’area pianeggiante e collinare con paludi e ricca di piante in un clima umido di tipo subtropicale. Tra la fine dell’Oligocene e l’inizio del Miocene (fra 32 e 15 Ma), a causa della subduzione della placca africana al di sotto di quella euopea, la Sardegna centro occidentale è stata interessata da un imponente ciclo vulcanico calcalcalino, di tipo esplosivo, con una notevole produzione di flussi piroclastici (nubi ardenti). Durante le violente esplosioni all’inizio del Miocene, questi flussi investirono le foreste dell’Anglona ricoprendole in pochi attimi con cenere finissima e lapilli e in tal modo sigillandole e creando un ambiente privo di ossigeno che impedì la degenerazione dei tessuti delle piante.

La temperatura delle ceneri, fra i 200 e i 500°C, e la mancanza di ossigeno posero le condizioni per la pirolisi, ovvero la cottura o decomposizione termica dei materiali organici in assenza di aria evitandone così la combustione, disidratando e svuotando le cellule dell’albero rendendolo una sorta di carbone vegetale molto poroso e spugnoso, mantenendone nel contempo impalcatura e struttura. Durante il raffreddamento, l’ammasso di ceneri contenente i tronchi fu interessato dalla circolazione di acque idrotermali fortemente arricchite in silice che nel tempo “inzupparono” i tronchi interessati precedentemente dalla pirolisi, creando i presupposti per la silicizzazione.

Questo processo, lento e della durata di migliaia di anni, vede inizialmente la deposizione della silice attorno e dentro le pareti delle cellule del legno carbonizzato con la formazione di un gel di silice il quale, successivamente, cristallizza in minerali come opale, calcedonio e quarzo, sostituendo il carbonio organico man mano che questo si dissolveva e portando così alla trasformazione del legno in roccia. Il fatto che la parte interna dei tronchi trasformati in roccia sia adesso mancante è dovuta al fatto che l’interno del tronco è occupato dal tessuto più deteriorabile che si dissolse velocemente, lasciando l’attuale cavità. Gli studi paleobotanici sugli splendidi fossili del sito di Carrucana hanno permesso di identificare tre gruppi vegetali presenti nell’Anglona all’inizio del Miocene: conifere (Gimnosperme), piante con fiore (Angiosperme Dicotiledoni), palme (Monocotiledoni).