Grotta dei Vasi Rotti

By fotosardegna.it

Il promontorio calcareo-dolomitico di Capo Caccia è un territorio carsico ricco di grotte spettacolari (come la Grotta di Nettuno e la Grotta Verde) ma anche di oiccole e grandi cavità a picco sul mare, come la Grotta dei Vasi Rotti, nome che le deriva dal ritrovamento di cocci datati al Neolitico; il fascino mancante della grotta vera e propria è in questo caso assolto dall’eccezionale panorama che si osserva dal suo interno, avendo ai nostri piedi la parte centro settentrionale di Capo Caccia affacciata su Porto Conte da un lato e sul mare aperto dall’altro.


La Grotta è comodamente raggiungibile a partire dal parcheggio del belvedere di Capo Caccia, dalla cui parte meridionale si accede alla salita della grande rampa che culmina a 203 mt. d’altezza, dov’è posizionato il Radar metereologico dell’Aeronautica.
Si approccia inizialmente un percorso in libera fra grossi massi e ciottoli calcarei fino a quando si raggiunge la parte coperta dalla macchia mediterranea, sopratutto ginepri ma anche cisto e rosmarino; da qui si segue a tratti un sentiero o traccia (indicato da alcuni segni in blu) che si sviluppa nei pressi del bordo della falesia (no passaggi esposti).

Parte iniziale della salita dal belvedere di Capo Caccia, si svolge su un terreno tempestato da massi e ciottoli calcarei.

Possiamo interpretare il tragitto abbastanza liberamente anche per raggiungere i piccoli terrazzamenti sulle falesie dai quali si aprono bellissime vedute sulle scogliere e sopratutto sull’Isola Foradada, della quale si ammira la galleria naturale che la trapassa alla base, nella parte centrale, nota come Grotta dei Palombi; si percorrono così poco meno di 500 mt dal belvedere, salendo un’ottantina di metri di quota, fino ad imboccare un sentierino che si dirige verso destra fra la vegetazione e che in pochi metri giunge ai piedi della Grotta dei Vasi Rotti; ci si arrampica facilmente (non trascurando comunque la massima attenzione) su alcuni blocchi calcarei in testa ad un profondo canalone che scende verso il mare ed in pochi metri si raggiunge la Grotta dei Vasi Rotti.

Uscita dall’ultimo tratto nella vegetazione, ai piedi della Grotta dei Vasi Rotti.

Ho inizialmente sottolineato come il termine grotta sia un po’ eccessivo per quello che in realtà è una cavità larga pochi metri, alta poco più di un uomo nel punto massimo e che si chiude a causa di crolli qualche metro dall’ingresso; ma la spettacolarità del luogo emerge quando dall’interno si ammira l’eccezionale panorama sottostante su Capo Caccia, sottolineato dall’incorniciatura entro i bordi frastagliati della Grotta che rende unico questo punto di osservazione.

Vista dal punto più profondo della Grotta.
Vista dalla Grotta verso ovest.
Stazione Metorologica dell’Aeronautica di Capo Caccia.

Terminata la visita alla Grotta è possibile proseguire verso il culmine della grande rampa sulla quale siamo ascesi, fino ai pressi della Stazione Meteorologica dell’Aeronautica a quota 200 mt, 60 mt in più rispetto alla quota attuale. Subito alla destra dell’ingresso della cavità si accede in breve alle rocce a tetto della stessa e da qui si prosegue senza difficolta sempre nei pressi della falesia, inanellando una dopo l’altra altre vedute spettacolari sulle scogliere e sul Capo che si distende davanti a noi, mettendo in mostra le caratteristiche ed altissime rampe di Torre della Pegna (270 mt) e Punta Cristallo (326 mt). In poco più di 300 metri si giunge in cima, nei pressi dell’edificio col grosso pallone da calcio sul tetto, sembra pronto per essere scagliato lontano nel mare.

Maestosa panoramica di tutta l’area di Capo Caccia, incluso Porto Conte ed Alghero, visibile dietro Punta Giglio.

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