Itinerario nel Monteacuto

By fotosardegna.it

Itinerario del secondo giorno

Il percorso odierno aggiunge alle bellezze panoramico-naturalistiche il fascino dell’archeologia nuragica, conducendoci prima al Complesso nuragico di Sos Nurattolos, ai piedi di Punta Senalonga, quindi al Nuraghe Loelle, immerso nelle sugherete ad est di Buddusò e ancora al Complesso archeologico Su Romanzesu, in agro di Bitti e a breve distanza dal Nuraghe; come detto non mancheranno i passaggi panoramici e le foreste che attraverseremo anche oggi.

Dall’agriturismo raggiungiamo Alà dei Sardi (SS389, 6 km) entrando in Via Roma e svoltando a sinistra in Via Segni seguendo i cartelli per Sos Nurattolos e Chiesa S. Francesco; una volta che Via Segni termina in Via S. Francesco svoltiamo a sinistra e siamo sulla strada (*) che sale verso le alture di Alà. Ritroviamo i cartelli segnaletici lungo il percorso che è ben determinato ed in breve siamo in quota lungo una strada cementata circondati dalle prime pale eoliche; a 4,5 km dal paese troviamo la deviazione per Sos Nurattolos (*), ben segnalata anche da un pannello informativo; imboccata la cementata, dopo 2,5 km siamo in località Sos Columbos dov’è la casupola comunale o rifugio, che nelle intenzioni dovrebbe essere anche un punto di informazioni mentre nei fatti sembra un po’ lasciato a se stesso, un paio di pannelli informativi siti all’esterno, peraltro ben fatti, giacciono a terra o poggiati a una sorta di mensola, probabile non abbiano retto al vento che può essere molto forte, come nell’occasione in cui mi trovo oggi. L’accesso al sentiero è dietro la casetta, sul lato sinistro.
Sos Nurattolos in sardo vuol dire “i piccoli recinti” ed è il nome di un’altura nei pressi del sito nuragico la qual cosa, mia personale lettura, potrebbe indicare che un tempo i ruderi nuragici fossero usati come ricovero per le capre o altri animali.
Il sentiero sale in un contesto paesaggistico bellissimo, con vedute sempre più ampie verso valle; stiamo percorrendo il versante meridionale di una tormentata cresta granitica chiamata Costa di Senalonga, che culmina con l’omonima Punta (alta 1.077 mt) verso la quale ci dirigiamo; il sentiero si sviluppa fra arbusti di erica e cardi, qualche corbezzolo all’inizio, e intorno a noi vi sono grandi ammassi rocciosi incredibilmente frastagliati e fratturati, è come stare in un anfiteatro naturale che cambia continuamente nelle forme.

Pannello informativo e segnalazione per la deviazione verso Sos Nurattolos.
Sentiero ciottolato sale verso il Complesso nuragico.
Salendo verso il Sito nuragico passiamo fra splendide architetture rocciose.
Vista complessiva della Fonte di Sos Nurattolos, della quale si nota il vestibolo prima dell’ingresso,e del recinto, con l’entrata a gradini, che la cinge.

Ed è fra le mille forme granitiche che cerchiamo di scorgere le ordinate file di blocchi che caratterizzano le costruzioni nuragiche e così, dopo 400 metri dall’inizio del sentiero, ci imbattiamo nel primo rudere, la Fonte, luogo fondamentale per le pratiche religiose-spirituali legate al Culto delle Acque; un ampio recinto tondeggiante con ingresso a gradini sul lato nord racchiude il piccolo edificio a pianta rettangolare che è provvisto di un vestibolo dal quale si accede alla camera della sorgente (in attività), custodita in un nicchione ricavato nello spesso muro di fronte all’ingresso; al di sopra della grossa nicchia è ricavata una piccola cella votiva mentre alla base dei muri laterali sono ricavate delle sedute.

Parete con spessa muratura in cui è ospitata la Fonte.
Dettaglio della Fonte.
Dettaglio della celletta votiva.
Vista posteriore dell’edificio della Fonte e panorama verso SO.

Riprendiamo il sentiero alle spalle della Fonte e saliamo fino ad imbatterci nella seconda costruzione che vediamo spuntare dagli arbusti completamente uniformata al paesaggio granitico alle sue spalle; è un’ampia capanna circolare il cui ingresso, ancora provvisto di architrave, è preceduto da un atrio; dall’interno della capanna guardando esattamente dritto verso l’uscita (che da a sud est) si vede verso valle l’abitato di Alà dei Sardi, cosa che non ho trovato assolutamente casuale perchè probabilmente il paese era già costituito come nucleo abitativo in epoca nuragica e lo si voleva in linea visiva diretta.

Sos Nurattolos, capanna circolare con vestibolo.
Vista posteriore della grande capanna con vestibolo.
Il paese di Alà dei Sardi direttamente visibile dall’interno della capanna.

Oltrepassata la capanna il sentiero guadagna quota fino a raggiungere 1.000 mt dove è eretta la terza costruzione, il Tempietto a megaron, in posizione nettamente dominante sulle costruzioni più in basso e su tutta la valle di Buddusò e Alà dei Sardi, fino al Monte Tepilora ed il Montalbo, ancora dietro.

Vista panoramica dal tempietto di Sos Nurattolos a 1.000 mt di quota.

Il tempio, un tempo racchiuso in un recinto ellittico oggi poco visibile, ha l’ingresso rivolto ad est ed è ancora completo di architrave sulla quale stanno alcuni filari di blocchi di roccia a testimoniare un’originaria altezza maggiore della presente; nella sua conformazione a megaron, è formato dalla classica camera interna a pianta rettangolare i cui muri del lato lungo proseguono verso l’esterno della facciata per formare un atrio o vestibolo, provvisto di sedute nella parte bassa; nel recinto era inclusa anche la piccola capanna circolare visibile alla destra del tempio che fungeva da altro ambiente unito all’attività votiva.

Sos Nurattolos, Tempio a Megaron sormontato da un’altura granitica dalle forme molto caotiche.

Ci dirigiamo quindi a visitare la quarta e più alta costruzione, un’altra capanna circolare di ampie dimensioni ma più carente nella struttura sopravvissuta; siamo ormai sotto Punta Senalonga e in breve raggiungiamo il passo sopra di noi.

Siamo poco oltre quota mille metri quando raggiungiamo la piccola sella, luogo solitamente molto ventoso ed oggi lo è particolarmente; percorriamo il breve sentierino fra i due alti e rocciosissimi fianchi di Punta Senalonga (della quuale vediamo la parte più occidentale, alla nostra destra) e Punta Nuratolu (a sinistra), per millenni un passaggio di grande rilievo come dimostrano le vestigia nuragiche che abbiamo appena visto.

Il sentiero millenario al passo di Punta Senalonga.

Un boschetto di bassi cespugli di erica percorre la sella accanto a noi mitigando il dominio del rude granito che è però capace, per l’ennesima volta, di stupire per la varietà del paesaggio che crea assumendo le forme più bizzarre; abbandono l’idea di salire a vedere il panorama da P.ta Senalonga, per mancanza di tempo ma anche perchè, nonostante dalla cima il panorama sia davvero a 360°, anche qui alla selletta, una sessantina di metri più in basso, la vista è davvero bellissima ed ampia sui due fronti.

Paesaggio granitico dal passo di Punta Senalonga verso nord.

Verso nord il paesaggio degrada sulle sottostanti alture settentrionali dei monti di Alà dei Sardi, merlate di graniti e intervallate da profonde valli, e sullo sfondo il maestoso Limbara; verso sud il paesaggio è più morbido, degrada sul sottostante altopiano di Alà ricoperto di boschi mentre, in special modo con una visibilità ottimale, si scorgono sullo sfondo i bellissimi monti della Sardegna centro-orientale, prima il Montalbo, poi il Massiccio del Corrasi e infine il Gennargentu.

Passo di P.ta Senalonga, vista vs nord col Monte Limbara.
Passo di P.ta Senalonga, vista vs sud.

Fino ad ora ho impiegato circa un’ora e mezza per arrivare al passo, ma con numerose soste presso i vari punti del Complesso nuragico, per cui il ritorno a Sos Columbos sarà più rapido e diretto, essendo l’itinerario giornaliero appena all’inizio e ancora pieno di mete da raggiungere.

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