
Punta Palai, con i suoi 1.200 m, è il monte più elevato del Marghine; è facilmente raggiungibile imboccando la deviazione segnalata sulla SP17 (che connette la SS131 a Bolotana) che conduce fino ai piedi della cima, raggiungibile poi velocemente a piedi.
In realtà Punta Palai non ha una vera e propria cima ma un’area sommitale sub-pianeggiante dalla quale si gode del panorama circostante da diversi luoghi ma mai a 360°; nelle aree nord si aprono belvedere su Campeda, la Planargia e il Meilogu mentre nelle aree meridionali sull’ampia valle del Tirso fino ai monti più elevati della Sardegna, il Supramonte e il Gennargentu. Nei pressi della torretta antincendio, ricavata tra alcuni blocchi rocciosi, c’è la tomba del figlio di Benjamin Piercy, l’ingegnere gallese che alla fine dell’800 soggiornò a lungo in Sardegna perchè incaricato della progettazione e realizzazione della rete ferroviaria sarda e che fondò il piccolo borgo di Badde Salighes, sito a poca distanza da qui.

Come tutta l’area a nord e ad est di Punta Palai, anche quest’ultima è costituita da rocce vulcaniche e nella fattispecie da espandimenti ignimbritici oligo-miocenici (circa 20 Ma) che in quest’area ricoprono l’antichissimo substrato paleozoico sardo che affiora nel versante meridionale della Catena del Marghine; sono qui visibili un po’ ovunque i particolari ammassi ignimbritici che sembrano tavolette sovrapposte una all’altra, arrampicandosi sulle quali è possibile godere di bellissimi panorami.
Qui un articolo dove riporto un bellissimo itinerario tra le località più affascinanti del territorio di Bolotana.

