Complesso nuragico di Serra Orrios (Dorgali)

Il Complesso nuragico di Serra Orrios, uno dei più rilevanti dell’Isola, si trova nella parte centrale del Gollei, l’esteso tavolato basaltico plio-pleistocenico di Orosei-Dorgali, in territorio di quest’ultima, e per la precisione a meno di un km a nordovest del Fiume Cedrino dove attualmente insiste la diga di Pedra Othoni che crea il bacino artificiale.
I primi scavi presso il Complesso nuragico di Serra Orrios risalgono a metà degli anni ’30 del ‘900 e sono proseguiti in varie fasi sino agli anni ’80/’90; attualmente sono state riportate alla luce un centinaio di capanne, due aree sacre con Templi a Megaron e una capanna isolata dal resto del villaggio, mentre gli studi stratigrafici hanno permesso di datare le prime occupazioni a 2000/2200 anni AC mentre l’attività di massimo splendore è testimoniata dai vari reperti rinvenuti nelle capanne, nei templi e negli spazi comuni al Bronzo Antico e Medio (1600-1400 AC).

La particolare disposizione delle capanne, riunite in gruppi attorno ad uno spazio comune e framezzate da viuzze di collegamento, è un esempio molto indicativo della concezione proto-urbana nuragica; sebbene dalla mappa in pianta del villaggio (vedi foto a inizio articolo) questa strutturazione risulti evidente, giunti al sito non se ne ha molto la percezione a causa dell’elevato numero di costruzioni, con colori, materiali e messa in opera del tutto simili, e dell’altezza dei muretti a secco delle capanne (1,5/2 m) che rendono difficile percepire la disposizione degli spazi in profondità già a breve distanza. Le capanne, la quasi totalità di pianta più o meno circolare, sono costruite con blocchi sbozzati di basalto cavato localmente; si distinguono per una grande varietà di dimensioni con superfici che vanno da 4/5 m2 a quasi 30 m2, mentre lo spessore dei muri si aggira mediamente attorno al metro e sono provvisti di ingresso con soglia sporgente per evitare l’ingresso delle acque reflue piovane.



Da uno studio planimetrico del villaggio emerge, come detto, che esistono dei raggruppamenti di varie capanne a formare sorta di isolati o micro quartieri (se ne possono individuare sei) con spiazzi centrali sui quali si affacciano gli ingressi delle casupole e sovente muniti di piccoli pozzi o di una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana; oltre alle capanne vere e proprie vi sono inoltre alcuni spazi minori ricavati fra le capanne stesse e i muretti di contenimento, adibiti probabilmente a luoghi di servizio per il quartiere. Qualche decina di metri dall’aggregato di capanne vi sono altre strutture con caratteristiche, e quindi scopi, diverse da quello prettamente abitativo ma non è presente alcun nuraghe.



Ad esempio, nell’area ad ovest del complesso del villaggio è situata una capanna isolata, di pianta quasi circolare e del diametro di 7 m, che differisce per struttura architettonica dalle altre capanne in quanto i filari di pietre a secco che costituiscono il muro sono addossati ad ortostati, grossi massi conficcati nel terreno con funzione portante, soluzione che farebbe pensare che questo edificio sia più vecchio della parte restante del complesso nuragico; la capanna è inoltre fornita di vestibolo antecedente all’ingresso e di un sedile composto da pietroni disposti lungo la base del muro interno. Tutte queste caratteristiche sono più compatibili con una capanna delle riunioni (come è stata identificata) piuttosto che con una abitazione e la funzione pubblica della struttura, alla quale potevano convenire molte persone, è una spiegazione del perchè risulti solitaria e scostata dal villaggio.



Altre strutture architettoniche di grande valore, e che sottolineano l’importanza del sito ai tempi nuragici, sono rappresentate da due Templi a Megaron, anch’essi isolati e separati dal nucleo abitativo; in Sardegna ne sono stati rinvenuti diversi esempi, ma i due di Serra Orrios furono i primi di questa tipologia architettonica ad essere rinvenuti durante gli scavi degli anni ’30.

Il primo dei due templi (Tempio a Megaron “A”) si trova a sudovest del villaggio, all’interno di un grande recinto ellittico con assi circa 50 x 42 m per quasi 1.400 m2 di superficie; l’accesso all’interno del recinto avviene tramite un bellissimo ingresso architravato, preceduto da un vestibolo ovale profondo 6 m e largo 4 m circa; la grandezza dell’area recintata può essere spiegata con la necessità di avere spazio a sufficienza per ospitare un gran numero di persone, convenute per scopi religiosi, sociali o commerciali anche al di fuori della comunità locale.



Il secondo Tempio a Megaron (“B”) è più prossimo al villaggio e a sud di questo; è incluso in un recinto di dimensioni molto minori del tempio “A” e possiede una forma particolare in quanto ha una pianta rettangolare nella parte che circonda il tempio mentre nel lato opposto il muro ha un andamento curvilineo su un lato, mentre sull’altro sono posti tre ingressi distinti e separati da due framezzi a forma di angolo retto, uno, e di semicerchio, l’altro. Il Tempio a Megaron “B” è più grande e meglio conservato del tempio “A”, sempre di pianta rettangolare, misura 10,2 m di lunghezza per un’ampiezza che va dai 4,5 ai 5,26 m; l’ingresso alla camera interna, con architrave, è volto a sudest ed è preceduto da un corto vestibolo; la camera interna ha dimensione di 5 m di lunghezza per 2,5 m in media di larghezza, è pavimentata con rocce piatte ed è provvista di sedile lungo tutta la parete interna.



iI sito, raggiungibile da Dorgali (10 km) o dalla SS129 Trasversale sarda (2,5 km circa), è molto ben organizzato tanto nell’area prettamente archeologica quanto nell’area servizi, dove oltre alla biglietteria (ingresso 5€ per adulto ad agosto 2019, inclusa una mappa del villaggio ed una breve ma esaustiva introduzione storica oltre a consigli su come effettuare autonomamente la visita al sito) troviamo anche un bel locale bar/souvenir/prodotti tipici con veranda e tavoli. Dall’ingresso, percorso un sentiero selciato di 400 metri, si giunge all’area del villaggio.
Leave a reply