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Insediamento nuragico Sos Nurattolos (Alà dei Sardi)

Sos Nurattolos è un rilevante complesso cultuale nuragico in territorio di Alà dei Sardi, nella regione del Monteacuto, situato sul versante meridionale del passo di Senalonga ad oltre 900 m di quota. Per raggiungere il sito nuragico si seguono le indicazioni dalla via principale di Alà portandosi sull’altopiano dove subito si giunge al bivio con l’indicazione per Sos Nurattolos. Percorrendo una stradina panoramica che segue il profilo della montagna si raggiunge il rifugio Columbos (quota 880 m) dove si può parcheggiare e dal retro del quale si imbocca il sentiero in salita in un suggestivo contesto naturalistico e paesaggistico; la copertura arbustiva, a tratti rada, è composta principalmente da erica e corbezzolo che formano boschetti che risalgono verso le rudi cime frastagliate dove il granito segna decisamente il paesaggio con una moltitudine di forme che sembrano sculture in un museo a cielo aperto.

Prima parte del sentiero, le bellissime architetture granitiche e la vista verso valle

La prima parte del sentiero copre in 400 m un dislivello di un’ottantina di metri, raggiungendo la parte inferiore dell’Insediamento nuragico di Sos Nurattolos (tradotto “i recinti”); questo è il punto più basso del sito nuragico (quota 960 m) che si sviluppa con le varie strutture lungo un’ampia spaccatura tra le circostanti alture granitiche verso il passo di Senalonga (1.018 m). Come testimoniano i manufatti architettonici che ne fanno parte, l’insediamento aveva certamente una vocazione religioso-spirituale alla quale conseguiva anche l’essere un punto di riferimento sociale, probabilmente per indire riunioni e dirimere controversie, forse anche per commerciare vista la prossimità al valico tramite il quale si accede ai territori settentrionali della Gallura. A questa pagina una mappa dettagliata del percorso e delle strutture del sito nuragico Sos Nurattolos.

Fonte sacra Sos Nurattolos, vista d’insieme della struttura interna che ospita la fonte

La prima struttura che raggiungiamo è la bellissima Fonte sacra nuragica, racchiusa da un piccolo edificio megalitico a pianta rettangolare con vestibolo che un tempo aveva probabilmente una copertura lignea; la fonte è custodita in un piccolo spazio il cui accesso è sormontato da architrave con soprastante nicchia votiva; tutta l’area sacra è delimitata a sua volta da un basso recinto in ciottoli, con gradini d’accesso dall’esterno. L’acqua, evidentemente il bene vitale più prezioso e fra i primi importanti simboli spirituali e religiosi, è sempre presente nella piccola vasca interrata che custodisce la fonte (ne ho travata in piena estate).

Dettaglio dell’alloggiamento della Fonte sacra, soprastante nicchia votiva e sedili laterali
La struttura della Fonte sacra e il contesto circostante

Risalendo lungo il sentierino per qualche decina di metri, appena sopra la Fonte sacra, eccoci alla seconda costruzione megalitica, splendidamente incorniciata dalla scultorea Punta Nurattolu alle sue spalle, completamente integrata nel contesto naturale in cui fu eretta 3.500 anni fa. L’edificio è una grande capanna circolare del diametro di 8,4 m alla quale si accede tramite un vestibolo con ingresso a gradini orientato SSE; l’ingresso della capanna, anch’esso in direzione SSE, è sormontato da un bellissimo architrave e provvisto di un paio di gradini; un tempo un bassa seduta in pietre sbozzate (ad ora quasi del tutto assente) correva lungo il muro interno come si usava nelle capanne delle riunioni e la copertura lignea era tipicamente composta da travi e fascine. Dall’interno della capanna, guardando oltre l’ingresso, l’attuale paese di Alà dei Sardi risulta perfettamente inscritto nel portale, chissà forse una coincidenza.

Grande capanna appena sopra la Fonte sacra
Sos Nurattolos, la capanna sopra la Fonte sacra, integrata nel materiale e nel colore alle rocce circostanti; sapiente architettura megalitica nella costruzione dell’ingresso con architrave e nella disposizione dei blocchi nei filari che costituiscono la muratura circolare. Nella seconda foto da sinistra si nota il paese di Alà inscritto nel portale d’ingresso

Terminato di ammirare la splendida costruzione megalitica, riprendiamo il sentiero in salita per un centinaio di metri verso la prossima struttura ed intanto abbiamo modo di goderci il paesaggio circostante. L’ampissimo panorama che spazia alle nostre spalle su tutto l’orizzonte meridionale, tra est ed ovest, fa riflettere sul fatto di quanto sia significativo che i nuragici abbiano scelto di insediare proprio qui un luogo sacro e di culto, potenzialmente visibile da un territorio vastissimo; sembra rilevante anche il fatto che l’area sia in stretta prossimità al valico di Senalonga ed il medesimo sentiero che stiamo percorrendo (oggi parte del Sentiero Sardegna, a sua volta integrato nel Sentiero Italia) era con tutta probabilità già al tempo dei nuragici una importante via di comunicazione per le genti che si spostavano fra i territori dell’altopiano di Alà, a sud, e quelli della Gallura, a nord.

Tempio a Megaron di Sos Nurattolos ai piedi di Punta Nurattolu
Sos Nurattolos, ingresso del tempio a Megaron

Giungiamo a quota 1.000 m circa quando, sulla sinistra ai piedi della grande altura granitica di Punta Nurattolu, vediamo quello che era il fulcro dell’insediamento sacro nuragico: un meraviglioso tempio a Megaron; questa tipologia di tempio, presente anche nella cultura micenea, mette in mostra tutta la sapienza architettonica nuragica e, rispetto ad altri che mi è capitato di visitare, questo di Sos Nurattolos mantiene integri ben due metri d’altezza di mura perimetrali, sopra le quali possiamo immaginare ci fosse una copertura lignea probabilmente a doppio spiovente; un profondo vestibolo precede l’ingresso, con doppio architrave con frapposta finestrella di scarico, posizionato in direzione est-sudest e che permette l’accesso alla camera interna che, in alcuni punti, sembra essere lastricata con pietre piatte. Addossata al tempio, a destra guardando il vestibolo, è edificato un altro ambiente con ingresso fronte tempio che doveva avere una funzione di servizio a quest’ultimo, probabilmente il funzionario religioso vi riceveva i fedeli oppure era l’anticamera dei fedeli prima di accedere al tempio.

Tempio a Megaron di Sos Nurattolos, da sinistra: dettagli esterno/interno dell’ingresso, vista posteriore con rientranza, ambiente accessorio al tempio

Riprendiamo il sentiero per raggiungere il vicino passo di Senalonga e, qualche decina di metri a nordest rispetto al tempio, osserviamo i ruderi di un’ampia capanna circolare portata alla luce successivamente rispetto alle altre costruzioni; purtroppo rimangono solo pochi filari che costituiscono un muro molto spesso che fa presupporre dovesse essere piuttosto alto ed in grado di sostenere una grande copertura ignea; le dimensioni di questa capanna sottolineano la necessità di ospitare un numero consistente di persone, probabilmente pellegrini in arrivo dai territori oltre al valico che è oramai ad una cinquantina di metri.

La grande capanna superiore, conservata in pochi filari, a breve distanza dal passo di Senalonga
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