Lago Cuga (Uri)

Lo sbarramento sul Rio Cuga in località Nuraghe Attentu è stato terminato nel 1974 tramite una diga a materiali sciolti di pietrame a secco e con nucleo in terra battuta per creare un bacino d’acqua, incluso interamente nel territorio di Uri (SS) per il prominente utilizzo irriguo agricolo della Nurra; l’altezza della diga è poco superiore ai 45 m per un coronamento di 219,5 m, mentre il volume progettuale del bacino è pari a 36,5 milioni di m3 d’acqua anche se il volume di massimo invaso autorizzato si attesta a 20,4 milioni di m3.



Per gestire al meglio il necessario approvvigionamento idrico potabile e irriguo, il Lago Cuga è connesso al Lago Temo e al Lago Bidighinzu tramite condotte e stazioni di pompaggio che spostano l’acqua ove più necessario.
La criticità di questo sistema insorge nei periodi di estrema siccità che colpiscono tutti e tre i bacini contemporaneamente in quanto essi insistono nella medesima area climatica. Per superare definitivamente questo problema è in fase di conclusione (2026) la connessione del Cuga al sistema idrico del Coghinas tramite la vasca di snodo di Truncu Reale (Sassari).
Oggi, nei periodi di estrema carenza d’acqua nell’invaso, emergono dal lago i resti di vari nuraghe come l’Asturedu, il Chessedu e il Sa Iddazza.

Il Lago Cuga insiste in un territorio collinare, con sponde piuttosto dolci, costituito dai depositi di flussi piroclastici delle violente eruzioni riolitico-dacitiche dell’inizio del Miocene (Burdigaliano) e dai terreni di arenarie e calcari del medesimo periodo, gli stessi che formano gli altopiani solcati dal torrente prima di immettersi nel lago da sudovest.
