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Perdu Isu e Is Tostoinus (Gairo)

Siamo nel pieno del territorio carsico calcareo-dolomitico dei Tacchi ogliastrini, uno dei lembi residui della piattaforma carbonatica che si sviluppò nel basso e caldo mare che sommergeva buona parte della Sardegna nel Giurassico medio-finale. Con l’emersione all’inizio del Cenozoico la vasta piattaforma è stata incessantemente erosa, col parallelo sviluppo di intensi fenomeni carsici, mentre la tettonica ha esasperato questo smantellamento con la frammentazione, il basculamento ed il sollevamento di questi territori. Questa lunga storia geologica ci regala oggi le iconiche morfologie dei tacchi, altopiani che raggiungono e sorpassano i 1.000 m d’altezza, da poco a molto estesi, con pareti ripide e delimitati da profonde gole; il valore naturalistico e paesaggistico di questo territorio è di prim’ordine per la quantità di foreste, sorgenti e torrenti, grotte, punti panoramici e siti archeologici che possono essere raggiunti tramite i tantissimi itinerari che si snodano praticamente in ogni punto. Uno di questi itinerari (vedi indicazioni in questa mappa) ci porta alla scoperta del lembo centro occidentale del territorio di Gairo, fra alti tacchi e boschi a perdita d’occhio: Is Tostoinus e Perdu Isu.

La vallata di Perdu Isu e i tacchi che la delimitano a sud

Perdu Isu, il cui nome fa probabilmente riferimento ad un vecchio proprietario (Perdu in sardo è Pietro), è un piccolo acrocòro che si sviluppa in direzione nordest-sudovest ad una quota fra gli 880 e i 910 m, una vallata delimitata tra ovest e nordest dalle alture boscose di Serra Sa Mela e Serra Perdu Isu, rispettivamente, e tra est e sud dal maestoso Taccu Isara. Il terreno semipianeggiante, in passato certamente molto più boscoso di ora, è adatto e sfruttato attualmente per il pascolo di mucche, pecore e cavalli ed il luogo era certamente frequentato già in epoca nuragica, come testimoniato dalla presenza del Nuraghe Perdu Isu e del vicino sito nuragico Is Tostoinus. Qui a Perdu Isu passa il Sentiero Sardegna (parte del Sentiero Italia) nel tratto che proviene dalla Foresta Montarbu-Niala e risale il Taccu Isara per discenderne il versante opposto presso Gairo Taquisara; nel contempo passa da qui anche il Sentiero delle Aquile che con un percorso ad anello include anche la parte fra Gairo Taquisara e Is Tostoinus.

Il bellissimo pinnettos dell’area attrezzata di Is Tostoinus
Laghetto con ponticello a Is Tostoinus

A sud di Perdu Isu, dove la piana inizia a degradare nella valle del Flumini de Tula che sbocca poi trasversalmente nel Rio San Girolamo, troviamo l’idilliaca località Is Tostoinus, un connubio favoloso delle bellezze naturalistico-paesaggistiche tipiche di questa parte d’Ogliastra. Come detto sopra, da qui passa il Sentiero delle Aquile proveniente da Perdu Isu o da Gairo Taquisara ma ci si può arrivare con una breve passeggiata anche dalla località Antepadentes, raggiungibile in auto (vedi mappa). Da Antepadentes (probabilmente una forma contratta di innanti de su padenti, col significato di luogo prima del bosco), quota 865 m, seguiamo l’indicazione sentieristica per l’area attrezzata Is Tostoinus, percorrendo una carrareccia in piano nel bellissimo bosco che segue, con direzione sud, il corso di un torrentello che arriva da Perdu Isu; dopo circa 700 m raggiungiamo questo piccolo gioiello dall’atmosfera magica, una radura nel bosco dove pascolano mucche e cavalli allo stato brado attorno ad un piccolo laghetto, nei pressi del quale la Forestale ha ricavato un’area attrezzata con tavoli e un bellissimo pinnettos.

Is Tostoinus, l’incantevole laghetto e l’ampia radura dove pascola il bestiamo e il torrentello che scorre verso Flumini de Tula

Accanto al pinnettos si può proseguire la passeggiata risalendo un tratto del Sentiero delle Aquile che sale in direzione del tacco di Genna Oliana, guadagnando quota quel tanto che basta per uscire dal bosco e goderci dall’alto questa bellissima e incontaminata parte dell’Ogliastra montana.

Primo tratto del Sentiero delle Aquile salendo da Is Tostoinus, da sinistra: vista verso nord e la vallata di Perdu Isu; vista ad ovest verso il tacco boscoso di Pizzu Montarbu; il tacco sopra di noi, Genna Oliana
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