La risorgiva Su Gologone è la sorgente più importante della Sardegna ed uno dei Monumenti Naturali più famosi ed iconici dell’Isola, istituito come tale nel 1998 da apposito Decreto Regionale. La sorgente si trova in territorio di Oliena, a circa 110 m di quota ai piedi del versante settentrionale di Monte Uddè, il lembo più settentrionale del dorso calcareo-dolomitico del Supramonte che qui viene a contatto con le lave basaltiche plio-pleistoceniche del Gollei.
Su Gologone è lo sbocco terminale dell’imponente sistema acquifero carsico che drena le acque superficiali dei Supramonte di Oliena, Orgosolo e Urzulei.

È in territorio di quest’ultimo, a quota 950 m circa in località Fennau ai piedi di Punta Ispignadorgiu, che è stato individuato l’inghiottitoio più meridionale della rete sotterranea, Sa Rutta ‘e s’Edera (tradotto la grotta dell’edera), posto al contatto fra il basamento metamorfico paleozoico e le rocce calcareo-dolomitiche del mesozoico che costituiscono il Supramonte; Sa Rutta ‘e s’Edera era stata inizialmente esplorata nel 1967 e nei decenni successivi ne fu ampliata la mappatura e furono esplorati numerosi altri inghiottitoi e grotte nei settori del Flumineddu e del Supramonte di Orgosolo, per chiarire sempre di più quanto ampio e interconnesso fosse l’acquifero carsico che si presumeva avesse in Su Gologone la risorgiva terminale principale. Nell’estate del 1999 fu effettuato il primo test con la dispersione di fluoresceina (un colorente atossico) nelle acque di Sa Rutta ‘e s’Edera e dopo 70 giorni e un viaggio di oltre 20 km in linea d’aria il colorante apparve nelle acque di Su Gologone, confermando la connessione fra i due estremi meridionale e settentrionale del Supramonte e quindi l’esistenza di un unico, enorme acquifero carsico.
Su Gologone è lo sbocco terminale dell’imponente sistema acquifero carsico che drena le acque superficiali dei Supramonte di Oliena, Orgosolo e Urzulei; è in territorio di quest’ultimo, a quota 950 m circa in località Fennau ai piedi di Punta Ispignadorgiu, che è stato individuato l’inghiottitoio più meridionale della rete sotterranea, Sa Rutta ‘e s’Edera (tradotto la grotta dell’edera), posto al contatto fra il basamento metamorfico paleozoico e le rocce calcareo-dolomitiche del mesozoico che costituiscono il Supramonte; Sa Rutta ‘e s’Edera era stata inizialmente esplorata nel 1967 e nei decenni successivi ne fu ampliata la mappatura e furono esplorati numerosi altri inghiottitoi e grotte nei settori del Flumineddu e del Supramonte di Orgosolo, per chiarire sempre di più quanto ampio e interconnesso fosse l’acquifero carsico che si presumeva avesse in Su Gologone la risorgiva terminale principale. Nell’estate del 1999 fu effettuato il primo test con la dispersione di fluoresceina (un colorente atossico) nelle acque di Sa Rutta ‘e s’Edera e dopo 70 giorni e un viaggio di oltre 20 km in linea d’aria il colorante apparve nelle acque di Su Gologone, confermando la connessione fra i due estremi meridionale e settentrionale del Supramonte e quindi l’esistenza di un unico, enorme acquifero carsico.

Oltre alla grande importanza idrogeologica, la risorgiva di Su Gologone ha un altissimo valore paesaggistico-naturalistico sia per la sua spettacolare conformazione morfologica che per il contesto nel quale è inserita. L’acqua proviene da una profondità di almeno -135 m dal piano di campagna (profondità massima esplorata dagli speleosub nel 2010) e si raccoglie in un laghetto ai piedi di una enorme spaccatura verticale nella bancata calcareo-dolomitica alle pendici di Monte Uddè; dal laghetto l’acqua prosegue in un torrente che scorre nel bosco e che dopo meno di 200 m si immette nel fiume Cedrino, del quale Su Gologone è il principale affluente e d’estate praticamente l’unico. Grazie all’incredibile trasparenza dell’acqua è possibile osservare la grande spaccatura che viene inghiottita nel blu profondo, mentre nelle zone superficiali i colori variano nei toni del verde e del turchese che contrastano col chiaro dei calcari. La portata media della sorgente, la cui acqua sgorga ad una temperatura media e costante di 11°C, è estremamente variabile a seconda della stagione e quindi della piovosità, passando da 60/70 litri al secondo in periodo di magra fino agli 8/10.000 litri al secondo nei periodi di piena, quando dalla spaccatura fuoriesce un’eccezionale quantità d’acqua che sommerge tutta l’area fino al Cedrino, rendendo impossibile avvicinarvisi.

