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Tempio Domu ‘e Urxia (Esterzili)

Tempio a Megaron Domu ‘e Urxia (Esterzili)
Area frontale di Domu ‘e Urxia con l’ampio vestibolo munito di sedile e i due ingressi delle camere interne perfettamente allineati

Siamo nella Barbagia di Seulo, in territorio di Esterzili, nella sella a quota 980 m tra il versante sudorientale del Monte Santa Vittoria e Bruncu S’Erimu, un crocevia di antichi sentieri che collegavano le zone montane a sud del Gennargentu con il Gerrei e il sudest dell’Isola. Non a caso proprio qui è sito il più grande tempio a Megaron noto in Sardegna: Domu ‘e Urxia (tradotto, Casa di Orgia). L’edificazione del tempio, datata al XIII secolo AC, insiste sull’area di un preesistente villaggio nuragico e a breve distanza vi sono altri complessi cultuali nuragici di rilievo come il sito di Monte ‘e Nuxi. Durante le campagne di scavo sono stati rinvenuti molti oggetti tra i quali i più rilevanti sono una serie di bronzetti votivi rappresentanti elementi e personaggi del mondo nuragico dell’Età del Bronzo. Il materiale di costruzione è lo scisto, cavato dagli affioramenti locali della formazione delle “Arenarie di San Vito” del Paleozoico inferiore.

Domu ‘e Urxia è un tempio a Megaron, una tipologia architettonica in pianta rettangolare nota anche nella cultura micenea. È inoltre doppiamente in antis, ovvero possiede sia il vestibolo anteriore delimitato da due mura laterali sporgenti (ante) e aperto sul davanti, che un medesimo allungamento delle mura, per quanto minore, nel lato corto posteriore sprovvisto di ingresso per l’interno della struttura. Le ragguardevoli dimensioni dell’edificio, con lato lungo disposto in direzione nord-sud, sono 22,5 m di lunghezza per 7,8 m di larghezza; le possenti mura, aggettanti verso l’interno, si elevano attualmente ad una media di circa 2,4 m. Il tempio è inserito entro un grande recinto ellittico (il temenos) avente asse maggiore di 48 m e minore di 28 m e del quale si sono preservati solo un paio di filari (non è ovviamente l’attuale muretto che cinge il sito).

Domu ‘e Urxia, viste esterne; nella foto di sinistra si notano i filari di base del temenos che circonda il tempio

Il vestibolo, rivolto a sud, è insolitamente molto grande, con una profondità di 5 m per una larghezza di 5,15 m, ed è provvisto alla base delle mura interne di rocce piatte allineate a costituire un sedile che aveva probabilmente la funzione di ripiano sul quale venivano lasciate le offerte; nella parte mediana del muro in fondo al vestibolo è ricavato l’ingresso, con soglia, alla prima delle due camere interne del tempio, sormontato da architrave con finestrella di scarico (mancante di trave superiore) e caratterizzato da una strombatura rivolta verso l’interno. La grande camera è profonda 8 m, con medesima larghezza del vestibolo, e anch’essa è caratterizzata dal posizionamento del sedile lungo il perimetro interno delle mura, con la particolarità di avere una grande roccia piatta conficcata nel terreno a tagliare trasversalmente il sedile più o meno nella parte centrale del lato sinistro della camera.

Dettagli del vestibolo: il sedile perimetrale, le mura aggettanti e l’ingresso con soglia
Domu ‘e Urxia, viste della camera interna maggiore, nella foto a destra in primo piano la grande roccia piatta trasversale al sedile

Nel muro opposto all’ingresso, e perfettamente allineato con questo, vi è l’accesso alla camera più interna, sempre provvisto di architrave, finestrella di scarico e strombatura; la camera, anch’essa provvista di sedile, è profonda 3,55 m quindi è molto più piccola della prima e doveva corrispondere all’area più sacra del tempio, nella quale non tutti potevano avere accesso. Come detto, il tempio è doppiamente in antis e anche il retro della struttura è provvisto del prolungamento dei lati lunghi oltre il muro posteriore, sebbene sporgano molto meno (poco sopra il metro) di quelli del vestibolo.

Vista dall’interno della camera minore verso quella maggiore
Dettaglio dell’architrave con finestrella di scarico (ingresso alla camera minore)
Vista posteriore della rientranza in antis, minore del vestibolo

Il Tempio Domu ‘e Urxia è stato restaurato in maniera egregia nel 2007 in quanto a fortissimo rischio di cedimenti strutturali e danni irrimediabili; accanto alla struttura è installato un interessante cartello informativo nel quale, da un lato, sono spiegate le varie fasi di ripristino e le parti interessate dal lavoro di risanamento. L’accesso è libero.

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