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Itinerario nella Giara di Gesturi

La Giara di Gesturi è un grande altopiano della Marmilla, circa 6 km ad est del Monte Arci; con il termine “giara” in Sardegna si intendono gli altopiani basaltici con pareti scoscese tipici della Marmilla e, oltre alla Giara di Gesturi, ve ne sono altre due pochi chilometri a sudest, Giara di Serri, e a sudovest, Giara di Siddi. La Giara di Gesturi è di gran lunga la più grande delle tre, ha una forma vagamente ellissoidale con assi di circa 12 e 5 km, per un’estensione di circa 45 km2 ad una quota tra i 500 e i 600 m e si erge circa 300 m al di sopra della circostante piana della Marmilla. A discapito del nome, non ricade completamente nel territorio di Gesturi, che comunque ne annovera circa la metà centro orientale, ma anche in quello di Genoni (un’altra ampia parte centro occidentale) e in modo minore in quelli di Setzu e Tuili, in due settori nell’area centro meridionale dell’altopiano.
Tutte le giare sono accomunate dalla stessa morfologia e storia geologica, essendosi formate da plurimi flussi lavici basaltici durante il medesimo ciclo vulcanico intraplacca o “anorogenico” del Pliocene-Pleistocene, in concomitanza con la fase distensiva che si accompagnò all’apertura del bacino del Tirreno meridionale a causa dell’arretramento verso sudest dello slab ionico al di sotto dell’Europa; nella Giara di Gesturi sono ancora identificabili due centri di emissione delle lave, collinette poco più accentuate del piatto territorio circostante: Zeppara Manna e Zepparedda.

La notorietà della Giara di Gesturi è indissolubilmente legata ai suoi celebri abitanti: i cavallini della Giara (Equus caballus jarae). Questi animali meravigliosi e iconici, la cui popolazione probabilmente varia tra i 500 e i 600 esemplari, vivono allo stato selvatico solo sull’altopiano della Giara di Gesturi e sono gli ultimi cavalli selvatici d’Europa.

Gira di Gesturi, piccolo cavallino nella radura ad est di Pauli Maiori

L’origine del cavallino della Giara non è certa; secondo alcuni studiosi sarebbero endemici della Sardegna e discendenti degli esemplari fossili rinvenuti nell’Isola e datati al Neolitico (circa 8.000 anni fa); secondo altri furono importati 4/500 anni prima di Cristo da Fenici o Greci; il cavallino selvatico era diffuso in Sardegna fino al tardo Medioevo. Il cavallino della Giara è considerato un cavallo di piccola taglia, non un pony, e una razza a se stante con caratteristiche proprie tra le quali, la più evidente, è l’altezza al garrese di circa 120 cm (un cavallo normale di media 150-160 cm); altre caratteristiche evidenti sono la testa squadrata, sorretta da un collo robusto, con il caratteristico ciuffo e gli occhi leggermente a mandorla, gli arti sottili con zoccoli piccoli e adatti ad un terreno brullo e accidentato; il mantello varia tra i colori baio, nero o rossastro, hanno un carattere indomito ed irrequieto, vivono in branchi familiari guidati da uno stallone.

Non si può slegare il destino di questi protagonisti della Giara dall’ambiente nel quale, per fortuna praticamente indisturbati, hanno potuto fino ad oggi prosperare vivendo allo stato brado. La morfologia dell’altopiano, con pareti scoscese e accessi molto ridotti, e la sua estensione abbastanza grande da permettere l’esistenza di un numero sufficiente di esemplari, sono stati aspetti probabilmente determinanti, considerata anche la crescente antropizzazione degli ultimi 60 anni anche in Sardegna; un altro importante aspetto morfologico è la planarità dell’altopiano che, insieme alla sua costituzione basaltica che garantisce l’impermeabilità del sottosuolo, ha permesso la formazione ed il mantenimento per buona parte dell’anno di quelli che in Sardegna si chiamano paules, acquitrini spesso anche molto grandi (come nel caso della Giara) che si formano nelle depressioni del terreno; se si esclude la stagione secca, il suolo è spesso impregnato d’acqua e l’erba cresce rigogliosa così che i cavallini della Giara vivono i paules e le radure circostanti dove possono cibarsi a sufficienza in vista della stagione secca, quando in realtà vivono il periodo di massima sofferenza dell’anno.

Pauli Maiori, il più grande tra gli acquitrini della Giara di Gesturi, in territorio di Tuili

L’itinerario proposto (vedi mappa) si svolge interamente nella parte di Giara del territorio di Tuili che ha la particolarità di annoverare il paules di gran lunga più grande dell’altopiano, Pauli Maiori; va comunque tenuto conto che ogni zona della Giara può essere raggiunta dagli ingressi degli altri Comuni.
Il punto di partenza è all’accesso alla sommità dell’altopiano dove si può parcheggiare, richiedere informazioni e partecipare ad escursioni guidate, anche se l’accesso è possibile in autonomia senza necessità di pagare un ingresso. Imbocchiamo lo sterrato principale in direzione nordovest attraverso un bel bosco di sughere, roverelle e lecci e dopo 1 km giungiamo a un piccolo slargo dal quale si può deviare a sinistra per una cinquantina di metri per Nuraghe Tutturuddu (segnalato) del quale rimangono purtroppo solo rovine e poco ancora in opera; del nuraghe si possonoancora riconoscere una porzione del mastio e di una parte di cortina del bastione, tutti realizzati con enormi massi di basalto poligonale accatastati in filari.

Stradina sterrata nel bosco nella prima parte dell’itinerario nella Giara di Gesturi
Giara di Gesturi, Nuraghe Tutturuddu (rovine)

Torniamo allo slargo da dove avevamo deviato e riprendiamo a sinistra nel bosco in direzione O-NO lungo un sentiero che, dopo 650 m, si immette in uno sterrato, davanti a noi un grande recinto circolare delimitato da un alto muretto a secco; prendiamo lo sterrato verso sinistra e raggiungiamo in breve l’acquitrino minore del territorio di Tuili, Pauli Piccia, dove possiamo aspettarci di vedere i primi cavallini. In linea generale, i cavallini sono facili da vedere attorno ai paules ma spesso possono essere un po’ lontani e se si ci vuole avvicinare maggiormente lo si deve fare in modo graduale e ovviamente nel rispetto degli stessi animali e del contesto naturalistico in cui siamo.

Giara di Gesturi, panoramica di Pauli Piccia verso ovest
Pauli Piccia, gruppo di cavallini della Giara
Pauli Piccia, parte dell’acquitrino così ricoperto di fiorellini da sembrare un prato

Torniamo sui nostri passi fino al recinto circolare con muretto a secco e proseguiamo in direzione nord sempre su sentiero e dopo 400 m siamo al bordo meridionale del grande Pauli Maiori; la stagionalità influenza fortemente la presenza dell’acqua e di conseguenza il contesto naturalistico lacustre che circonda i paules; la stagione migliore è ovviamente tra fine inverno e primavera quando le acque sono orlate da distese di ranuncoli bianchi che si stagliano tra l’azzurro dell’acqua e il verde della vegetazione circostante in un paesaggio magnifico. Ci spostiamo in senso antiorario lungo il bordo del paules per 2/300m fino al limite meridionale della radura subito ad est del grande acquitrino, dove solitamente si riuniscono gruppi di cavallini per brucare e per abbeverarsi ad una fonte con vasche.

Giara di Gesturi, Pauli Maiore; ambiente lacustre e circostante il grande acquitrino (fine inverno-inizio primavera)

L’occasione di osservare un branco familiare di cavallini della Giara da qualche decina di metri è un’esperienza bellissima; è come quando si possono osservare specie selvatiche nel loro habitat naturale ma con l’indubbio fascino di un animale che siamo abituati a considerare addomesticato, e con una buona dose di pazienza si possono osservare i cavallini in tanti atteggiamenti che non esprimono in cattività, nonostante per la maggior parte del tempo pensino solo a nutrirsi.

Giara di Gesturi, cavallini nella radura ad est di Pauli Maiori

A malincuore lasciamo i cavallini alle nostre spalle per proseguire l’itinerario ad anello, imbocchiamo una traccia fra gli alberi in direzione sudest (vedi mappa) e dopo 500 m raggiungiamo località Cabrili Becciu (vecchio caprile), un piccolo aggregato pastorale con due bei pinnettos e un interessante ovile con un recinto in pietre a secco che racchiude tre piccole stalle edificate come le capanne nuragiche a corridoio.

Giara di Gesturi, Cabrili Becciu

Continuiamo in direzione sud su sentiero evidente, sempre nel bosco, e dopo 400 m ci ritroviamo nello slargo presso Nuraghe Tutturuddu da dove riprendiamo a ritroso la stessa strada dell’andata e dopo 230 m al bivio prendiamo lo sterrato di sinistra per dirigerci verso il Giardino botanico Morisia che prende il nome dalla Morisia monanthos, una piccola piantina endemica sardo-corsa dai caratteristici fiorellini giallo oro e presente qui alla Giara; vale assolutamente la pena visitarlo perchè nei circa 2 ettari dedicati al giardino botanico si snoda una stradina tra le decine di aiuole che ospitano quasi tutte le specie di piante, tra arbusti ed essenze, che sono presenti nell’altopiano della Giara di Gesturi.

Giara di Gesturi, Giardino botanico Morisia

L’itinerario, dopo la visita al Giardino botanico, giunge al termine con l’ultimo tratto di percorso, circa 600 m, fino all’ingresso e il parcheggio. Tutto quanto visto e descritto si è svolto in una mattinata tra fine inverno e inizio primavera, su una distanza complessiva di circa 6 km completamente in piano e adatta a tutti.


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