Il Santuario nuragico di Monti ‘e Nuxi si trova a quota 1.145 m, ad est e poco al di sotto della cima di Monte Santa Vittoria, in territorio di Esterzili; l’area, che vede la presenza di un’altra importante opera megalitica nuragica, il vicino Tempio a Megaron Domu ‘e Urxia, era un crocevia di antichi sentieri molto frequentati nel passaggio fra i territori della Barbagia, a nord, e quelli del sudest dell’Isola, a sud.
Gli scavi, effettuati tra il 2007 e il 2010, ed i successivi studi inquadrano l’edificazione e la frequentazione del sito di Monti ‘e Nuxi tra il XIII e il VIII secolo AC ed hanno attestato, oltre ad una decina di capanne, la presenza di ben quattro fonti sacre, la cui presenza evidenzia l’assoluto rilievo dell’insediamento in seno ai santuari megalitici della Civiltà nuragica.

La più monumentale della quattro fonti sacre (fonte numero 1, purtroppo non presente in questo articolo) è localizzata a valle del sito mentre le altre tre (fonti numero 2, 3 e 4) sono localizzate a monte; queste ultime sono incluse in un’unica grande struttura che ha come fulcro un’ampia capanna denominata “sala delle adunanze” (alla quale sono assegnate le fonti 2 e 4) alla quale sono annesse altre due capanne minori, la prima delle quali custodisce la fonte 3 mentre la seconda, più esterna, non è ancora stata sondata; l’area antistante alla struttura mostra un’estesa pavimentazione di grandi pietre piatte di scisto, roccia utilizzata per l’edificazione di tutti i manufatti presenti nell’area.



La capanna delle adunanze mostra notevoli dettagli architettonici e una generale monumentalità; le spesse mura perimetrali e la loro attuale altezza, circa 2 metri, fanno supporre che potessero essere un tempo più alte e che sorreggessero un tetto ligneo di grandi dimensioni. Alla grande sala interna si accede tramite un ingresso architravato rivolto ad est, con soglia a salire tramite gradini attraverso il corto corridoio passante le mura con strombatura verso l’interno.


Il pavimento è lastricato con enormi pietre piatte in una delle quali, a sinistra dell’ingresso e decentrata rispetto al centro della stanza, è ricavato un foro (fonte 4) che comunica con un conca nel sottosuolo nella quale si convogliano le acque provenienti dalla fonte sacra localizzata esteriormente alla capanna (fonte 2). Lungo tutto il perimetro e alla base delle mura sono disposte pietre lunghe e piatte che costituivano il sedile, il quale risulta interrotto solo in una porzione, poco alla destra dell’ingresso, da due grandi massi posti trasversalmente che avevano funzione di sorreggere un altare o una vasca rituale; nello spesso muro sono inoltre ricavate, a differente altezza da terra, un totale di cinque nicchie di varie forme e dimensioni.


La fonte numero 2 è custodita in un piccolo vano ad altezza terra ricavato entro il paramento murario che si estende dalla capanna delle adunanze a sinistra dell’ingresso; l’accesso è garantito da un ingresso con architrave e soprastante nicchia votiva seguito da un breve antro a gradini discendenti e soffitto a contro-gradini; l’acqua di questa fonte si raccoglie sotto il pavimento della capanna e poi scorre verso valle.
A sinistra di questa fonte la struttura prosegue con un ambiente corrispondente alla prima delle due capanne minori, non subito identificabile come tale poichè la parte frontale risulta molto aperta in corrispondenza di quello che doveva esserne l’ingresso; tramite un’apertura con architrave nel muro di fronte si ha accesso al vano della fonte a pianta circolare e con copertura tipo a tholos.


