Tombe dei Giganti di Madau (Fonni)
Al limite centro-orientale del territorio di Fonni, a circa 940 m d’altitudine e proprio accanto al vecchio tracciato della SS389 poco a sud di Pratobello, si trova l’importante sito archeologico nuragico di Madau (madau è l’ovile o il ricovero di animali), dal nome del vicino torrente (già Riu Gremanu nel tratto precedente che discende dal versante nord del passo Corr’e Boi). Questo sito nuragico consiste in un gruppo di cinque tombe dei giganti delle quali quattro piuttosto ravvicinate e una più discostata a ovest-nordovest delle prime; tutti e cinque i manufatti, di diverse dimensioni e stati di conservazione, sono stati eretti in granito (granodiorite) cavato localmente.

Le tombe dei giganti di maggior rilievo sono le due affiancate, la prima delle quali è la struttura di maggiori dimensioni e miglior stato di conservazione del gruppo di Madau mentre pochi metri a sudovest di questa si affianca una struttura minore, in buono stato di conservazione. In seguito agli scavi e i successivi studi queste tombe dei giganti sono state identificate rispettivamente come tomba dei giganti numero II e III, mentre gli altri manufatti (le tombe I e IV oltre alla V più distante e ricoperta di vegetazione, non presenti in questo articolo) sono della tipologia a ortostati (lastre conficcate nel terreno) ed in stato di conservazione più lacunoso.


La Tomba dei Giganti numero II è davvero superlativa per dimensione, monumentalità e tecnica costruttiva. Il settore frontale del monumento è costituito come sempre dall’esedra, ampia ben 24 m e orientata in direzione sudest, davanti alla quale si celebravano i riti legati al culto dei morti; questa è stata eretta in filari ordinati di grandi blocchi granitici molto ben squadrati e che purtroppo sono attualmente preservati solo nella prima parte delle ali a fianco del falso ingresso, mentre un sedile corre alla base lungo tutta la lunghezza dell’esedra. Il falso ingresso alla camera sepolcrale, anch’esso orientato sudest, è costituito da una piccola apertura sormontata da un grande architrave; l’unicità di questo ingresso risiede nella soglia costituita da quella che doveva essere la stele arcuata della tomba dei giganti prima che fosse “ammodernata” nell’attuale architettura. La restante parte dei due lati dell’esedra conserva, oltre al sedile, solo il primo filare di grossi massi dando così l’opportunità di apprezzarne la tecnica costruttiva con un bordo di filari attorno ad una spessa intercapedine ospitante altri blocchi.



La camera sepolcrale, lunga complessivamente ben 22 m, custodisce il vano interno sede delle sepolture collettive a pianta leggermente trapezoidale di dimensioni 9 m per 1,1-1,2 m; il vano è pavimentato con grandi lastre piatte ed è delimitato da filari sovrapposti e ordinati (tecnica isodoma) di enormi blocchi di granito ben lavorati e aggettanti fino a costituire una perfetta copertura a ogiva (altezza 1,5 m) con blocchi di dimensione via via minore; il retro è chiuso da una grande lastra posizionata sopra un blocco trasversale. Il vano interno, come attualmente evidenziato solo nella parte terminale ancora integra, era infine racchiuso da un grande tumulo costituito da una seconda parete di filari di grossi massi alla base dei quali corre una fila interrata che mostra la faccia superiore piatta.





Pochi metri a sinistra della tomba dei giganti più grande si trova la Tomba dei Giganti III di Madau, del tutto simile architettonicamente ma di dimensioni molto minori. Già la dimensione dell’esedra, infatti, è più contenuta con i suoi 12,5 m di lunghezza totale; grandi blocchi parzialmente squadrati e meno spessi ne costituiscono il fronte e per tutta la lunghezza corre un sedile piuttosto distanziato. Il falso ingresso risulta sormontato da un architrave attualmente costituito da una singola lastra di granito poggiata a due blocchi ben squadrati posizionati trasversalmente a modo di corto corridoio. La particolarità dell’esedra di questa tomba dei giganti risiede nel suo forte inarcamento a racchiudere quasi circolarmente l’area antistante dove si svolgeva il culto dei morti.


La lunghezza massima della struttura sepolcrale è di circa 11 m per 5,1 m di larghezza e 3 m di altezza ed ospita al suo interno il vano delle sepolture di dimensioni 7 m per 1,03 m di larghezza e 2,1 m di altezza. Il vano interno presenta i primi filari alla base costituiti da blocchetti di dimensioni contenute e lunghe lastre, probabilmente il lascito della struttura più antica prima del rimaneggiamento; al di sopra di questi primi filari è posizionato un filare di grossi blocchi granitici squadrati al di sopra dei quali altri grossi blocchi ma meno spessi ed infine altri filari di blocchi minori fino a parziale copertura; questa, a differenza della Tomba dei Giganti II, qui è a piattabanda e non ogivale e se ne conserva solo il tratto al fondo del vano che risulta chiuso da una grande lastra e presenta ancora una lastra piatta come pavimento. Il tumulo è quasi completamente mancante se non per alcuni grossi blocchi esterni che contenevano l’intercapedine, riempita probabilmente da terra e pietrame al di sopra di grossi blocchi che fungevano da base.



