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Itinerario ad anello Buchi Arta – Cala Luna

Questo magnifico percorso è ospitato in una delle zone più spettacolari e totalmente incontaminate della Sardegna, in un contesto montagna-mare che regala forti emozioni ad ogni passo: l’enorme complesso calcareo-dolomitico e carsico del Supramonte marino, nel caso specifico in territorio di Dorgali e parzialmente di Baunei.
Suggerisco, come ho deciso per me, di farsi accompagnare da una guida per tre motivi: il primo, se non si conosce molto bene il Supramonte e le sue caratteristiche, è quello della sicurezza nel senso più ampio del termine; il secondo è che si può evitare di perdere tempo a consultare la traccia GPS che in alcuni tratti, per via della morfologia impervia nei tratti delle gole, può non essere così precisa e inoltre perchè la vegetazione chiude in fretta alcuni labili passaggi e si rischia di infrascarsi o, peggio, perdere l’orientamento; il terzo motivo è ricevere informazioni, aneddoti e quant’altro possa esser raccontato da chi il territorio lo conosce alla perfezione e che non mancherà di arricchire il percorso con qualche piccola deviazione per ammirare i particolari nascosti ai più o i belvedere più spettacolari.

Per prima cosa raggiungiamo la bellissima località di Buchi Arta, che pare sospesa nel pieno del Supramonte marino di Dorgali a meno di 2 km in linea d’aria dal mare; le auto si parcheggiano poco prima degli ovili, che è sempre un piacere vedere e rivedere, e da qui inizia il percorso ad anello che ci porterà a discendere nella Codula di Luna tramite Scala ‘e Su Molente, raggiungere Cala Luna e il suo magnifico punto panoramico di Nosculi e ritornare a Buchi Arta tramite la salita di Scala ‘e S’Arga.
Tipo di percorso: ad anello, percorribile in entrambe i versi
Lunghezza del percorso: 13 km
Dislivello: quota partenza e arrivo 355 m, salita a Nosculi circa +110 m
Difficoltà: tra EE ed E (con guida e un minimo di allenamento)
Periodo dell’anno in cui si è svolto l’itinerario descritto: fine gennaio

Affrontiamo l’anello iniziando la discesa tramite Scala ‘e Su Molente (tradotto il passaggio dell’asino), un’antica via pastorale che percorrendo una gola permette di collegare l’interno del Supramonte marino di Dorgali con Codula di Luna e da qui verso la costa di Cala Luna oppure, tramite sentieri e scale simili, verso la parte del Supramonte marino al di la della codula, in territorio di Baunei. Una scala o iscala o ishala a seconda delle aree della Sardegna, è un passaggio angusto, erto, ricavato nell’impervia morfologia montana in luoghi in cui sembra impossibile passare, talvolta tramite l’ausilio di ardite strutture lignee (quasi sempre in ginepro), a gradini o pensili, posizionate nei punti in cui non sarebbe possibile procedere altrimenti.

Attacco di Scala ‘e Su Molente (quota 350 m)
Nuda roccia e vegetazione rigogliosa
Antico terrazzamento dei carbonai

Il sentiero che percorriamo nella magnifica gola è stretto tra le bancate rocciose e la fitta vegetazione che colonizza finanche le pareti che incombono; il tracciato è chiaro anche perchè la pavimentazione è costituita dai ciottoli calcarei che dovevano facilitare il transito dei muli dei carbonai, anche loro in passato frequentatori del Supramonte per produrre il prezioso combustibile installando, come lungo la nostra via, alcuni piccoli terrazzamenti dove avveniva la lenta e controllata combustione del legname.

Scala ‘e Su Molente; nella foto a sinistra è ben visibile il selciato di ciottoli che facilitava la percorrenza del tracciato, nelle altre due foto un bellissimo tratto in cui la gola è larga pochi metri

La pendenza è più o meno costante, a tratti aumenta ma senza eccesso, e con un’andatura tranquilla ci si può concentrare sullo spettacolare paesaggio circostante che, dopo alcuni passaggi in cui la gola è larga pochi metri, inizia ad aprirsi anche sulla spettacolare Codula di Luna. Giunti più o meno a quota 80 m è possibile una breve deviazione, il cui sentiero non è così marcato, che risale il fianco destro della gola e raggiunge S’Arcada de Mocco (sa Mesu Luna) un’opera d’arte naturale in cui il carsismo e l’erosione hanno creato un ampio tunnel ad arco che attraversa un costone di roccia da parte a parte

Scala ‘e Su Molente, la gola si allarga e ci si para innanzi Codula di Luna
Scala ‘e Su Molente, a sinistra passaggio sotto un enorme tronco di ginepro, a destra lo sbocco di un’impervia gola trasversale

S’Arcada de Mocco è uno dei moltissimi gioielli di cui è ricco il Supramonte e per i quali dobbiamo ringraziare le caratteristiche uniche della roccia calcarea, capace di modellarsi grazie al carsismo costituendo splendide architetture naturali; da questo magnifico punto panoramico godiamo la vista su Codula di Luna sia verso valle che verso monte, in quest’ultima direzione vediamo il caratteristico torrione di Pedra Molina, distaccato dal versante della codula dalla faglia Onnamarra-San Pietro il cui avvallamento è visibile alla sua sinistra.

S’arcada de Mocco. Da sinistra, vista dell’arco scavato nel costone della montagna, vista verso monte e Pedra Molina, vista interno grotta verso valle

Ritornati sul percorso all’altezza della deviazione percorriamo l’ultimo breve tratto che ci porta sul greto di Codula di Luna, circondati dalle impressionanti alture che la delimitano delle quali ammiriamo gli strapiombi, i pinnacoli, le fratture, nessun punto uguale ad un altro e il silenzio sembra rimbombare in questa enorme cassa di risonanza calcarea. Il letto di Codula di Luna presenta un’abbondante vegetazione ed è disseminato di banchi sabbiosi, ciottoli e rocce di ogni dimensione, sia calcaree che granitiche, queste ultime provenienti dalla parte alta della Codula che inizia il suo percorso sul substrato granitico paleozoico e mostrano col loro lungo viaggio la forza delle acque che hanno solcato questa enorme gola. Attualmente il greto è in secca poichè l’acqua, che pur è presente, scorre in realtà nel sottosuolo che ospita il più grande sistema carsico d’Italia con uno sviluppo di grotte di oltre 70 km; in caso di forti e prolungate precipitazioni la situazione cambia e si osserva nuovamente un corso d’acqua, per quanto effimero, ma nel caso di eventi eccezionali l’impeto può essere devastante come nell’alluvione che ha devastato Cala Luna, il termine della gola, a inizio del dicembre del 2004.

Panoramica della gola di Codula di Luna e dei contrafforti calcarei che la delimitano; evidente la vegetazione che colonizza il greto
Codula di Luna, morfologia delle alture calcaree estremizzata da faglie, come nella foto al centro, e carsismo, come nella grotta a giorno della foto di sinistra

Percorriamo le ampie anse di Codula di Luna per circa 2,5 km fino al tratto finale dove la gola diventa ampia nel retro laguna prima del grande litorale di Cala Luna che possiamo visitare adesso o al ritorno dalla salita al punto panoramico di Nosculi; il nostro itinerario favorisce prima la salita a Nosculi e ci portiamo nel retro del Punto di Ristoro Neulagi dal quale raggiungiamo il sentiero che risale il costone di Su Masongiu. In pochi tornanti si copre il dislivello di circa 115 m e all’altezza della curva dopo la quale il sentiero discende sul versante opposto (direzione Cala Sisine) entriamo nella macchia di ginepro a sinistra con direzione circa est senza apparente sentiero.

Codula di Luna nel tratto finale dove l’acqua torna in superficie prima di creare la grande laguna nel retro spiaggia; a destra vista dal sentiero che sale a Nosculi

Sebbene il tratto da coprire per il belvedere di Nosculi sia contenuto (meno di 400 m), farsi strada in quello che è proprio un ginepraio senza una guida o un’adeguata traccia da seguire può far perdere tempo o, nei casi peggiori, mettere a dura prova il nostro senso dell’orientamento e, specialmente al ritorno verso il sentiero, portarci fuori strada. Raggiungiamo quindi lo spettacolare punto panoramico di Nosculi, la vista sulla sottostante Cala Luna e la costa tra qui e Cala Gonone ci regala un’emozione straripante; Cala Luna è già eccezionale quando se ne godono la spiaggia, i grottoni e le acque turchesi e trasparenti, ma la sua vista dall’alto ne rivela l’esclusività del contesto in cui è localizzata, al termine della grande spaccatura che Codula di Luna ha realizzato tra le imponenti falesie che corrono per oltre 30 km tra Perda Longa, a sud, a Cala Fuili, a nord, con altezze vertiginose che arrivano ai 700 m.

Lo spettacolare punto panoramico di Nosculi, sopra Cala Luna
Dettaglio dell’estremità nord di Cala Luna
Bellissimo ginepro con vista su Cala Gonone e Monte Irveri
Dettaglio della spiaggia e della laguna
Codula di Luna e il Supramonte marino
Viste dal punto panoramico di Nosculi

Dopo un tempo di adeguata contemplazione dall’alto di questo gioiello naturale scendiamo a godercelo dal basso e, a seconda della stagione nella quale si effettua questo itinerario (in questo caso fine gennaio), potendone disporre senza le centinaia di turisti che la affollano tra maggio e settembre. Il litorale di Cala Luna è lungo circa 500 m e si può suddividere in due parti: quella centro meridionale che corrisponde al vero e proprio sbocco a mare di Codula di Luna, con un arenile profondo fra i 30 e i 50 m a seconda dell’estensione della laguna che ne orla tutta l’area retrostante; quella centro settentrionale che va mano a mano restringendosi stretta tra il mare e le retrostanti falesie che la sovrastano e nelle quali si aprono i famosi, grandi grottoni.

Cala Luna, vista della spiaggia all’altezza dei grottoni
Vista verso Codula di Luna dalla cima di Scala ‘e S’Arga

Lasciata Cala Luna si ripercorre a ritroso il tratto della gola per circa 1,5 km fino all’attacco di Scala ‘e S’Arga, l’alternativa a Scala ‘e Su Molente per tornare a Buchi Arta che si sviluppa nella gola a fianco e che ci porterà a prendere circa 200 m di quota nel giro di un chilometro; la stretta gola, ricca di vegetazione, inizia in leggera pendenza e diviene via via più ripida ma con un tracciato in buone condizioni che, nel suo corso, cerca per quanto possibile di evitare strappi; il contesto è un po’ differente da Su Molente poichè la gola è più angusta, ma il fascino del luogo è immutato e ancora ci si riesce a meravigliare della profonda bellezza di questi luoghi. Terminato il primo chilometro, e dopo l’ultimo tratto questo si in decisa salita, ci siamo portati alla testata della profonda gola e in cima al suo versante occidentale, da dove voltandoci ci godiamo le alte montagne che delimitano il versante destro di Codula di Luna, tra le quali Punta De Lupiru e Bruncu Margiani.

Scala ‘e S’Arga, la gola è stretta e ricca di vegetazione

il tragitto piega ora decisamente a sinistra in direzione ovest risalendo per circa 800 m una valle più ampia completamente dentro a un bosco magico, prendiamo gli ultimi 150 m di dislivello e ci immettiamo nella strada per Buchi Arta, prendendola verso sinistra fino al parcheggio.

Tratto finale dell’anello nel bosco fino alla strada per Buchi Arta

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