Trekking di Monte Timidone
Il Monte Timidone è una delle alture calcareo-dolomitiche dell’entroterra di Alghero, per l’esattezza è il monte a schiena d’asino all’attacco del promontorio di Capo Caccia; il monte risulta inserito nell’area protetta del Parco Regionale di Porto Conte ed è sede di numerosi sentieri ai quali si accede da nordest, dalla Caserma forestale Le Prigionette che ha una struttura dedicata alle attività escursionistiche ma con aperture diversificate durante l’anno, in modo particolare in inverno è possibile accede solo sabato e domenica tra le 9 e le 17.
Qui parliamo del sentiero che da Le Prigionette sale per direttissima alla cima del Monte Timidone, fino alla vedetta antincendio a quota 361 m (presidiata tra giugno e ottobre); lo si imbocca all’inizio della pineta di fronte alla struttura della biglietteria ed ha per tutto il tratto una difficoltà turistica (T), al netto del dislivello, in quanto il sentiero è sempre ben segnato e non vi è avvicinamento ad alcun tratto esposto.
A questo link potete visionare la mappa con il tracciato, mentre da questo link (Wikiloc) potete eventualmente scaricare il file GPS.



La prima parte del sentiero si sviluppa nella pineta frutto del rimboschimento a Pino di Aleppo, tra la quale vegeta una rigogliosa copertura arbustiva di macchia mediterranea con abbondanza di palme nane (Chamaerops humilis), lentisco (Pistacia lentiscus), rosmarino (Salvia rosmarinus) e corbezzolo (Arbutus unedo). Raggiunta una certa quota, in alcuni punti fra la vegetazione appaiono i primi panorami sulla baia di Porto Conte, in direzione est, e sulla costa rocciosa di Torre Porticciolo e Porto Ferro, verso nord.


Si passeggia nel bosco per un totale di circa 1.200 m e fino a quota 245 m circa quando, fra la vegetazione, vediamo apparire di fronte a noi la bianca parete calcarea di Punta del Castello, la parte sommitale della grande falda dalla morfologia simile ad un mezzo cono addossata al versante di Monte Timidone; il tracciato prosegue aggirando il grande roccione da nord, perde leggermente quota e appena torna in piano si può, volendo, deviare dal tracciato per pochi metri a sinistra per portarsi ai piedi di un tratto della parete che vediamo esporre una grande apertura carsica verticale con grotta che, alla base della frattura, ospita una piccola colata di travertino e ancora adesso stilla qualche goccia d’acqua.



Il nostro sentiero procede quindi risalendo velocemente fino al lato ovest di Punta del Castello, il suo punto più alto, ed esce definitivamente dal bosco che passa ad una diffusa e profumata macchia arbustiva; nel successivo tratto ci dirigiamo in maniera abbastanza lineare in direzione della cima di Monte Timidone, del quale si intravede la torretta antincendio ancora un centinaio di metri di quota sopra di noi, e grazie alla vegetazione bassa iniziamo a goderci un eccezionale ed ampissimo panorama verso i quadranti orientali e a partire da nord su Capo dell’Argentiera, Porto Ferro e la costa del Porticciolo, la piana della Nurra, la profonda baia di Porto Conte e, alle spalle di questa e del promontorio di Punta Giglio, la Rada di Alghero.


Questa ultima parte di sentiero (300 m circa in totale) termina in corrispondenza dell’ampio sterrato forestale che imbocchiamo verso destra e subito al bivio continuiamo a sinistra in salita, dove raggiungiamo velocemente la vedetta antincendio. Una volta in cima ci si svela finalmente anche il meraviglioso panorama verso ovest tra Capo Caccia, a sud, passando per le falesie di Torre della Pegna, Cala della Barca e Isola Piana, Punta Cristallo e del Leone di fronte ad un orizzonte di mare smisurato.



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