Perda Liana

By fotosardegna.it

Nella mappa: in giallo il sentiero 101A “Anello di Perda Liana”; evidenziato in rosso il sentiero per raggiungere la base del Tacco.

Perda Liana, vista aerea da ovest.

Il tacco di Perda Liana, in agro di Gairo, è indiscutibilmente uno dei simboli naturali più conosciuti della Sardegna, tanto che dal 1993 è ufficialmente un Monumento Naturale per i suoi indiscussi pregi geologici, naturalistici, paesaggistici, culturali e simbolici.
L’origine del nome di questo bellissimo monte è incerta; mentre è ben identificata la prima parte Perda, che in sardo identifica generalmente un caratteristico ammasso roccioso monoblocco (o percepito come tale), la seconda parte ovvero Liana o ‘e Liana è dibattuta fra chi la interpreta come Iliana, appartenente agli Iliensi (importante popolazione nuragica https://it.wikipedia.org/wiki/Iliensi), e chi la fa derivare da Lioni o Olione, nome del corbezzolo nella Sardegna centro-meridionale, pianta un tempo molto più presente di adesso alle pendici del monte.

Una bellissima veduta di Perda Liana dal Monte Ferru (28 km di distanza) con alle spalle il Gennargentu innevato.

Perda Liana è geomorfologicamente un butte, ovvero un’altura isolata di dimensioni contenute, con fianchi precipiti e cima piatta, come Su Texile e il Monte Novo San Giovanni.
Posizionata al confine nord-occidentale dell’Ogliastra, prossima alla Barbagia di Seulo, troneggia al di sopra della sponda orografica sinistra del Flumendosa di fronte alle imponenti pendici meridionali del Gennargentu.
Geologicamente il Tacco è composto da una sequenza di rocce calcareo-dolomitiche nota come Formazione di Dorgali, depostasi quando la Sardegna era in buona parte sommersa dal mare e datata fra il Giurassico medio e superiore grazie al rinvenimento di fossili come foraminiferi, ammoniti ed echinodermi. L’ampio cono detritico che si estende dalla base del Tacco è formato dai detriti di quest’ultimo fra i quali enormi blocchi disseminati tutto intorno, evidenti segni dei crolli; il cono si uniforma dolcemente sulle sottostanti alture formate dagli scisti paleozoici noti come Postgotlandiano, caratteristici di ampie zone del Gennargentu.

Inoltre, la lontananza dai più grandi e maestosi tacchi più a sud (il più prossimo è il Monte Tonneri ad un paio di chilometri) ha portato a considerare Perda Liana il “relitto” o “testimone” per antonomasia della vecchia piattaforma carbonatica mesozoica che l’erosione ha completamente dissolto in decine di milioni di anni, salvo lasciare quest’ultimo baluardo che purtroppo prima o poi seguirà lo stesso destino.

I bellissimi tacchi Perda Liana e Monte Tonneri, al di la della gola del Flumendosa, visti dalle pendici del Gennargentu: .

Perda Liana raggiunge un’altezza di 1.293 mt, ma il tacco vero e proprio è alto una cinquantina di metri ed ha una pianta ad ellissoide stretta con larghezza massima di un centinaio di metri.
La sua caratteristica ed inconfondibile silhouette, che si staglia solitaria in innumerevoli vedute anche da decine di chilometri divenendo contemporaneamente un punto di riferimento e un simbolo, è dovuta al fatto che il piccolo tacco squadrato “poggia” su un ampio cono di scorie, isolato rispetto alle alture circostanti, che ne accentua la visibilità slanciandolo verso l’alto.

Perda Liana vista dal Gennargentu; alle spalle Punta Tricoli e Monte Armidda.

Raggiungere Perda Liana è molto semplice: da sud a partire da Gairo Taquisara/SS198 oppure da nord dalla SS389 deviando verso il Lago Alto del Flumendosa, si arriva al parcheggio in località Pinningassu (quota 1.060 mt); da qui si imbocca il sentiero oltre il cancello in legno che ascende verso il Tacco raggiungendo in 600 metri il sentiero 101A “Anello di Perda Liana“, che effettua il periplo di Perda Liana in meno di due chilometri, in semipiano alla base del cono detritico ad una quota fra i 1.150 e i 1.180 mt; dal 101A si diramano inoltre verso SO il sentiero 113 per Foresta Montarbu e verso SE il sentiero 101 per Valle del Rio Sammuccu e Genna Filixi.

Sentiero verso Perda Liana nella parte iniziale.
Perda Liana, inizio del sentiero 101A “Anello di Perda Liana”; si nota anche l’ampio cono detritico alla base del Tacco.

Percorrendo il sentiero ad anello si capiscono appieno le motivazioni che hanno portato a istituire Perda Liana un Monumento Naturale e anche perchè sia stata creata un’apposita area naturale protetta; il panorama che si gode da ogni punto del sentiero è straordinario, come si vede dalle due super-panoramiche qui sotto, così come si ha la possibilità di ammirare il Tacco da vicino e da ogni prospettiva.

Perda Liana, vista del quadrante settentrionale dall’inizio del sentiero ad anello. Da sinistra: Monte Perdedu; gola del Flumendosa oltre la quale si vede Monte Funtana Cungiada; il Gennargentu che culmina con Punta Lamarmora; Arcu Correboi a cui seguono in serie Monte Armario, Monte Pipinari e Monte Genziana; Punta Soleadduci e Bruncu Pisucerbu; Monte Olinie; Cuccuru ‘e Mufloni, l’altura più prossima a Perda Liana.
Perda Liana, vista verso sud dal sentiero ad anello. A sinistra si vedono il Monte Armidda e Punta Tricoli; a centro foto l’estesa area dei tacchi ogliastrini; nella parte destra della foto la Foresta Demaniale di Montarbu che termina con il Monte Tonneri.

A dispetto della compattezza che si percepisce a distanza, si nota ora molto bene come Perda Liana sia variamente composta da blocchi verticali separati da profonde spaccature, con pinnacoli, evidenti solchi di battente e numerosi crolli; forma e proporzioni cambiano da versante a versante passando dalle sembianze di un largo bastione ad uno “stretto” fascio di grandi blocchi colonnari.

La copertura arborea dell’area attraversata, alla base del cono detritico, risulta piuttosto degradata dall’intenso pascolo secolare e dai passati incendi, prevalendo così una macchia mediterranea arbustiva sopratutto a cisto ed erica; nei versanti fra sud e nord-est, dove la copertura arborea è più matura, si rinvengono anche ginepro, rosmarino, lentisco, leccio e corbezzolo. Mentre i fianchi del cono detritico sono generalmente stepposi e rocciosi, il tacco di Perda Liana presenta interessantissime colonizzazioni arboree che trovano nelle piccole crepe o nelle grandi fratture un substrato ideale per la sopravvivenza in un habitat montano particolarmente sferzato dai venti; in particolare alcuni bellissimi e grandi lecci si sono sviluppati nelle pareti nord-orientali del Tacco ammantandone anche la sommità.

Vista aerea del tacco di Perda Liana (da est).

Oltre al tranquillo sentiero circolare, è facilmente raggiungibile anche la base calcarea di Perda Liana; vi si accede abbastanza facilmente da più punti, io sono salito dalla parte a NE, percorrendo inizialmente l’anello in senso antiorario per 200 mt e imboccando a destra il sentiero per la Fonte (indicato) raggiunta la quale si risale seguendo labili sentierini o più o meno in libera fino alla base, facendo solo attenzione ad alcuni banchi di pietrisco calcareo che non sono molto stabili.
Se già dal sentiero ad anello il panorama era eccezionale, ai piedi del Tacco si ha una vista molto più profonda sul paesaggio circostante, un territorio immenso in ogni direzione che si ammira in dettaglio da un punto di vista privilegiato, a riprova del perchè questo caratteristico monte sia stato sempre un punto di riferimento ed un simbolo.

Inoltre, siamo ora nelle condizioni di toccare con mano il bel calcare di Perda Liana, mentre sentiamo la sua incombenza sopra la nostra testa; il monolite, che si staglia compatto quando visto da lontano, si mostra adesso in tutta la sua complessità strutturale: enormi blocchi squadrati e lisci sembrano impilati l’uno sull’altro creando terrazzamenti, grandi fratture provocano la separazione di alte colonne calcaree a loro volta incise profondamente dall’erosione e pinnacoli variamente scolpiti in forme curiose, insomma una vera scultura della natura che sorprende per la mutevolezza ad ogni passo intorno alla Perda.
Vale assolutamente la pena, vista anche la buona accessibilità, spendere un po’ di tempo ai piedi di questa meraviglia, scoprirne gli anfratti e gli angoli più suggestivi in un continuo di cambi di scena tanto varia la conformazione della Perda ed il panorama circostante man mano che le si gira intorno.

One thought on “Perda Liana

  • Greg 26 Maggio 2017 at 7:26 Reply

    What stunning looking rocks! Sardinia really does seem unique to me. I’d love to go one day and see it’s complex geology and amazing sea colors! What strikes me is the sheer variety of the place, some say it is like a mini continent and Sometimes it almost does look like Arizona or the Nevada desert and sometimes it looks lush and green. I like the dark green of it’s shrubs and Cork trees. It has deep canyons, steep mountains, huge sand dunes and beaches and an exotic flora ranging from deciduous to sub-tropical and best thing is unlike most parts of the Med it still has a wilderness like look and feel to it!

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